Dario Allevi, sindaco di Monza
Dario Allevi, sindaco di Monza

Monza, 11 gennaio 2020 - «Sarà l’anno delle buche tappate e di rilancio della Villa Reale e dell’Autodromo, magari agganciando pure le Olimpiadi 2026. La metropolitana verso Monza è partita, si lavora per attrarre investitori, la sicurezza resta una questione aperta ma i vigili hanno più strumenti per affrontare degrado e delinquenza, per i monzesi le tasse non aumenteranno più e si risolverà lo stallo del nuovo maxiappalto dei rifiuti bloccato da oltre 1 anno". È il sindaco Dario Allevi a guardare con ottimismo il 2020, l’anno che segna anche la metà del mandato della sua amministrazione di Monza. "Il 2020 inizia bene anche perché si è chiuso bene il 2019 con due novità: il balzo in avanti di Monza nella classifica sulla qualità della vita, fino al sesto posto nazionale, e per la prima volta da 28 anni il Comune ha approvato il nuovo bilancio entro fine anno", spiega il sindaco.

L’anno però inizia con il problema irrisolto delle condizioni delle strade.
"È diventata un’emergenza ma da quest’anno la affronteremo in un modo mai fatto prima: stiamo firmando in questi giorni i contratti per 3 milioni in 2 anni con 6 diverse aziende che si occuperanno delle riparazioni delle strade. E non interverranno più come fatto finora tappando le buche a freddo, ma con riparazioni “a caldo” durature nel tempo. Dovranno poi iniziare i lavori di riparazione delle buche in tempi rapidi e, a seconda delle situazioni, entro 24 ore dalla chiamata del Comune oppure in casi molto urgenti anche entro 60 minuti".
Sta rischiando di diventare un’emergenza il maxiappalto dei rifiuti da 111 milioni con la città ostaggio di ricorsi e cause legali?
"No, non è un’emergenza ma una situazione complessa su cui l’Amministrazione comunale ha fatto tutto quello che doveva nel massimo della trasparenza, coinvolgendo in ogni passaggio l’Anac. Ora la questione è passata in mano a tecnici e ai legali: sono subentrati problemi con l’azienda che ha avuto la preaggiudicazione e sono in corso le valutazione per capire se vada esclusa oppure no. Purtroppo sono procedure che scavalcano l’Amministrazione".
È invece superata l’attesa per usare i 55 milioni disponibili dal 2015 per la valorizzazione di Parco e Villa Reale?
"È stato sbloccato la scorsa estate il primo stanziamento di 23 milioni con le opere da realizzare già tematizzate e i primi interventi sono iniziati, mentre siamo in attesa di vedere dopo il 18 febbraio quali e quanti sono i professionisti e archistar che hanno partecipato al bando per redigere il Masterplan che dovrà indicare come usare i restanti 32 milioni: mi aspetto idee e progetti con una grande visione per il futuro della Villa Reale".
Ci saranno anche le Olimpiadi 2026 nel futuro della reggia?
"È una bella suggestione, ora ci sono rapporti straordinari sia con la Regione sia con Milano, e ovviamente lo vorremmo. Ma bisogna pensare anche a com’è andato Expo 2015: avrebbe dovuto portare benefici a tutta la Lombardia e invece le ricadute sono rimaste concentrate a Milano. Comunque Monza c’è".
Sarà un anno di svolta anche per l’Autodromo, il primo della concessione ad Aci Italia?
"Sì e non vogliamo perdere neppure un minuto: ben prima dei 60 giorni previsti sarà pronta a riunirsi la Conferenza dei servizi permanente, il nuovo organo pensato per affrontate in tempi rapidi i progetti per il futuro. Ci aspettiamo da Aci proposte importanti per il rilancio del circuito. Inoltre il 2020 sarà il primo con 2 grandi eventi: il GP a settembre e a giugno la prima del Milano Monza Motor Show".
E per la città ci sono prospettive di sviluppo?
"È il nostro obiettivo con la variante al Pgt. Nel 2020 contiamo di far partire la maratona per la sua approvazione: è un piano che non cambierà nulla per le aree e destinazioni, ma andrà a rinnovare le regole. Bisogna snellire e semplificare le norme con l’obiettivo di agevolare chi vuole investire in città. Monza è sempre più attrattiva, cresce l’interesse anche nella prospettiva di arrivo del metrò, ma le regole del Pgt sono per molti un freno ad avviare operazioni in città".
La sicurezza è un punto centrale del suo programma: dopo metà mandato Monza è più sicura?
"Il bilancio è positivo e basta pensare a come è cambiata la zona della stazione rispetto a 2 anni fa. Non vuol dire che abbiamo risolto tutto, sappiamo che ci sono ancora zone di degrado. Ma sono tutte situazioni che abbiamo iniziato ad affrontare e il nuovo regolamento di Polizia urbana dà più strumenti ai nostri vigili per intervenire".
Con l’ultimo bilancio è stato aumentato il gettito fiscale di 1,5 milioni abbassando la soglia d’esenzione dell’Irpef per circa 11.500 monzesi: i conti della città sono in ordine?
"La scelta di abbassare la soglia dell’Irpef da 18 a 12 mila euro è stata dolorosa. Non avremmo voluto toccare le leve fiscali ma era l’unico modo per recuperare 1,5 milioni e risolvere un problema dei conti che da anni veniva spostato. Da anni i conti della spesa corrente non tornavano, abbiamo tagliato e ripulito le spese finché si è potuto, ma non è bastato: era indispensabile quindi agire sulle entrate. Sono difficoltà del Comune causate dalle politiche centraliste degli ultimi decenni che hanno munto gli enti locali: anche se Monza ha sempre avuto i conti in ordine si trova senza sufficienti risorse".
Ci potrà essere un altro aumento delle tasse nel 2020?
"Dopo l’operazione dell’ultimo bilancio, non sarà più necessario toccare le tasse e in futuro, se si farà, sarà per abbassarle".