Agrate Brianza, 4 giugno 2018 - Un passato glorioso, la lunga crisi e ora il rilancio. Star festeggia i suoi primi 70 anni. Era il lontano 19 giugno 1948 quando il marchio fece capolino sul timido mercato post-bellico, poi arrivarono il dado, la signora con filo di perle che assaggia il brodo e i grandi numeri. Un’icona portata al successo da Carosello ed entrata nel ristrettissimo novero delle immagini-simbolo di un paese che cambia.

Nata dall'intuizione geniale del grafico Gino Pesavento che disegnò anche il primo brand con lettere imponenti, leggermente graziate e incorniciate. Il suo logo, il più famoso, campeggia ancora oggi sulle confezioni del colosso dell’agroalimentare, che «ha cambiato le abitudini a tavola degli italiani», ricorda la dirigenza spagnola alla guida dello stabilimento di Agrate. Un'evoluzione che si può seguire ripercorrendo le grandi campagne che hanno caratterizzato le fasi di vita della creatura fondata da Regolo Fossati. Dopo l’avvio nel Dopoguerra, gli anni Sessanta hanno segnato l’arrivo del Gran Ragù, il primo a essere prodotto a livello industriale in Italia, e delle mitiche bustine della Camomilla Sogni d’Oro e del the. Nel 2009, il primo brodo pronto in brick, una rivoluzione per il Paese che diventa sempre più veloce, altro primato nazionale, aprendo un nuovo segmento e nel 2013 il lancio dei noodles orientali Saikebon, altro cambiamento a 360 gradi sullo scaffale dei piatti pronti. Fino ad arrivare al salutismo attuale con Orti&Frutti, la prima linea di tisane Sognid’oro nata dall’incontro tra frutta e verdura, Il Mio Tocco in Più, il primo insaporitore liquido 100% naturale e Il Mio Dado 100% Naturale.

«Una sorta di alfabetizzazione del gusto dagli anni del boom economico al consumismo fino all’era dei take-away’’, sottolineano i dirigenti. Per l’industria brianzola la tappa «’on è soltanto uno sguardo al passato ma un progetto per il futuro: Star rinnova completamente la storica fabbrica in via Matteotti e inaugura la nuova linea del Brodo Liquido con un investimento di 30 milioni di euro. Un grande passo che ci permetterà di rendere più efficiente la produzione e di continuare a giocare un ruolo da protagonista nel mercato agroalimentare italiano».

Per i lavoratori la speranza di fermare per sempre l’emorragia di posti che in 20 anni ha ridotto gli organici a un decimo di quelli dei tempi d’oro. I 200 superstiti hanno recentemente partecipato alla posa della prima pietra del nuovo sito, all’interno del bacino aziendale che si affaccia sulla A4. I manager ci mettono l’entusiasmo degli inizi rispolverando traguardi vecchi e nuovi. E i sindacati li aspettano al varco.