Il punto vendita Mediaworld di Verano Brianza

Verano (Monza Brianza), 18 febbraio 2018 - A Curno (non solo) ci si arrabbia. In Brianza si ride a metà. Il motivo? Mediaword, il colosso del commercio di tecnologia ed elettrodomestici, porterà il suo quartier generale a Verano. La comunicazione è arrivata venerdì come un fulmine a ciel sereno. I 500 addetti degli uffici, che gestiscono le strategie dei punti vendita distribuiti lungo lo Stivale, si dovranno trasferire da Curno (provincia di Bergamo) alla Brianza. E nella bergamasca non l’hanno certo presa bene. Cinquanta chilometri (100 andata e ritorno) di strada. Non tantissimi, ma per molti rischiano di essere troppo costosi e complicati (tra Provinciali e Valassina sempre trafficatissime). In Brianza però l’arrivo di 500 nuovi posti di lavoro non può certo creare musi lunghi anche se, soprattutto dal punto di vista sindacale, non sono tutte rose e fiori.

«Venerdì ci è stato comunicato che il quartier generale di Mediamarket (la società proprietaria dei marchi Mediaworld e Saturn) sarà trasferito nei locali attigui al grande punto vendita di Verano Brianza (quello di via Forlanelli, ben visibile dalla Valassina ndr). Affermazione perentoria e unilaterale. Senza possibilità di discussione», spiega Terry Vavassori sindacalista della Fisacsat Cisl di Bergamo che aggiunge: «Uno spostamento che potrebbe essere economicamente insostenibile per i part-time o gli assunti di quarto livello. Senza poi contare che la sede di Curno è di proprietà di Mediamarket mentre a Verano si andrà in affitto. Un gruppo che ha un bilancio in perdita di 17 milioni e che da 3 anni ha in atto contratti di solidarietà in 17 negozi e che in questa operazione chiuderà i punti vendita di Grosseto e Milano (stazione centrale)».

Nelle scorse ore Mediamarket ha replicato affermando che l’operazione non comporterà licenziamenti («anche se rendere impraticabile per molti il trasferimento da Curno a Verano, ad esempio, suona come un licenziamento mascherato», dice Vavassori) e che la sede brianzola «diventerà il luogo ideale all’ascolto del cliente finale, ripensandola con logiche più moderne e innovative in termini di spazi, funzionalità, soluzioni smart e tecnologiche». Per questo «la futura vendita della sede di Curno è strategica per ottenere quelle risorse finanziarie necessarie per accelerare l’implementazione del Piano. L’azienda è consapevole che il Piano coinvolge un’ampia parte dei collaboratori aziendali, e per questo, fin da subito si impegna a fare tutto quanto possibile per facilitare e favorire il processo di trasformazione». Ma i sindacati non staranno a guardare e hanno indetto uno sciopero che coinvolge sia la sede bergamasca, sia i punti vendita italiani (oltre 100 con circa 6mila dipendenti) per il 3 marzo. Sciopero anche in Brianza dove bisognerà vedere quale sarà l’adesione visto che, tutto sommato e almeno in questa fase, il territorio riceverà un beneficio con centinaia di nuovi posti di lavoro.