Oltre ai passeggini e ai seggiolini la Peg-Perego realizza auto e moto elettriche per bambini (Rossi)
Oltre ai passeggini e ai seggiolini la Peg-Perego realizza auto e moto elettriche per bambini (Rossi)

Arcore (Monza Brianza), 8 febbraio 2019 - Ci sono aziende che diventano il simbolo del paese dove sono nate. Così la Peg Perego, con le sue carrozzine, passeggini, macchinine e moto per bimbi, sta ad Arcore come la Ferrari a Maranello. Per questo ha creato grande allarme l’annuncio che il 2018 è stato un anno di crisi. Il calo di vendite sfiora il 25%. Un dato che mette a rischio 110 posti di lavoro su 440.

Questo almeno ha detto l’azienda ai sindacati che stanno preparando l’incontro del 12 febbraio, il primo di una trattativa che dovrà chiudersi prima dell’8 aprile, quando scadranno i contratti di solidarietà. La missione di Eliana dell’Acqua (Fim) e Stefano Bucchioni (Fiom) è di evitare licenziamenti, sperando che il mercato riprenda la sua corsa. Anche il mondo politico segue la vertenza. A suonare la carica è la sindaca Rosalba Colombo che due anni fa diede la benemerenza civica alla memoria di Ines Giuseppina Zappa, la vedova di Giuseppe Perego, il fondatore dell’impero dei prodotti per la prima infanzia. I figli, a dimostrazione dei buoni rapporti con il paese e di una tradizione di solidarietà, quell’anno diedero la casa materna in comodato d’uso gratuito alla fondazione Sergio Colombo. Ora ci abitano ragazzi portatori di handicap. «Sono in contatto con i sindacalisti che seguono la vertenza – racconta Colombo –. Il mio pensiero, è ovvio, va ai lavoratori e alle loro famiglie. La speranza è che si arrivi ad un accordo sindacale e che la famiglia Perego, a cui mi appello, riesca a trovare una soluzione tenendo conto che la Peg è legata nel profondo alla storia di Arcore». Il Movimento 5 stelle, con Andrea Orrico, ha presentato un’interrogazione in consiglio comunale: «Per sapere come procede la vertenza e se il sindaco si sta già muovendo. Abbiamo mobilitato i nostri parlamentari a Roma per capire se al ministero allo Sviluppo economico sono stati aperti tavoli di crisi e se il ministro Luigi Di Maio può intervenire per risolvere il problema». 

«L’azienda arcorese più famosa nel mondo fa sempre più fatica - commenta Carlo Zucchi, capogruppo della lista Immaginarcore -. Dei 900 dipendenti di qualche anno fa ne rimangono 440 e a breve rischiano di diventare 330. La società opera in un settore industriale sottoposto alla concorrenza dei paesi emergenti. Non ci sono alternative a una profonda riconversione aziendale che comprenda sia la formazione del personale che l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’Italia deve saper valorizzare la sua creatività e la capacità di essere leader nella commercializzazione dei propri brand apprezzati in tutto il mondo». Laura Besana, segretario locale della Lega ricorda che «Regione Lombardia si è già mossa sul caso Peg. Ci sarà a breve un’audizione per tentare di trovare strade alternative ai licenziamenti. La Peg Perego così come altre aziende, sono impresse nella storia del nostro paese e non possiamo permetterci di perdere le nostre eccellenze». Anche Cristiano Puglisi segue la vicenda: «La situazione della Peg riflette le difficoltà che affrontano le aziende che con coraggio producono e che andrebbero sostenute. Sono felice che il sindaco abbia rivolto un appello alla famiglia Perego. Come però dico da tempo, Arcore deve darsi un gran da fare per attrarre nuove attività industriali. Traffico e logistica non sono adeguate e le imprese non sono incentivate a investire. Ci sarà tanto da programmare in questo campo nei prossimi anni».