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16 dic 2021

Lissone, dalle viti ai bambù: Brugola investe anche sull’ecologia

La storica azienda ha aderito a un progetto che le consentirà di abbattere le emissioni di CO2 acquistando 6 ettari di foreste

fabio luongo
Economia
Jody Brugola, presidente e a.d.
Jody Brugola, presidente e a.d.

Lissone (Monza) -  La OEB punta sul bambù per essere più green. La storica azienda lissonese ha appena aderito a un progetto che le permetterà di acquistare, nei prossimi 3 anni, i diritti di compensazione ambientale di 6 ettari di foreste di bambù, per abbattere così l’impatto delle emissioni di CO2 dei suoi stabilimenti in Italia, fino ad azzerarle. Obiettivo diventare “carbon neutral” grazie ai bambuseti. Per centrare il risultato le Officine Egidio Brugola, impresa leader mondiale nel settore delle viti a testa cava, hanno messo in campo un progetto pluriennale che consentirà di compensare e “sequestrare” ben 1.566 tonnellate all’anno di anidride carbonica.

Per farlo la OEB utilizzerà l’iniziativa “Forever Zero CO2” portata avanti da Forever Bambù, holding della green economy e leader europeo nella piantumazione del bambù gigante: il progetto dà modo alle imprese di ridurre o azzerare il loro impatto ambientale sul fronte delle emissioni di anidride carbonica, grazie all’assorbimento di CO2 da parte delle sette foreste di bambù che la società milanese ha in Italia, per un’estensione di circa 200 ettari. Il bambù gigante, raccontano da Forever Bambù, è in grado di assorbire anidride carbonica 36 volte in più di qualsiasi altra pianta. "L’adesione al progetto Forever Zero CO2 di Forever Bambù è coerente con il nostro impegno green, sia nei piccoli gesti che nelle grandi azioni di efficientamento di un’impresa meccanica - spiega il presidente e amministratore delegato della OEB, Jody Brugola -. Questo progetto ci permetterà, entro il 2023, di compensare le emissioni di CO2 di una parte degli impianti in Italia: un impegno importante che assumiamo anche come modello per le altre imprese del nostro settore".

La OEB conta oggi 11 stabilimenti produttivi in Italia e uno degli Stati Uniti e vanta un fatturato di oltre 150 milioni di euro. Consapevole dell’impatto ambientale della sua produzione, l’azienda lissonese sta portando avanti da anni interventi per ridurre questo effetto, rendendo più efficienti gli impianti e i processi produttivi: è stato così abbattuto dell’80% l’utilizzo della carta, sostituendo 25 tonnellate di bobine con panni tecnici ecosostenibili e riutilizzabili, e ridotto del 15% l’uso di oli, recuperando litri di emulsione composta da olio e acqua, necessari e derivati dal processo di produzione delle viti. Sono stati installati nuovi macchinari che permettono un forte risparmio energetico e si è ridotto l’uso della plastica, passando da un consumo di 207 tonnellate a circa 50, due terzi di plastica rigenerata.
 

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