I SuperDì e IperDì sono in crisi
I SuperDì e IperDì sono in crisi

Monza, 13 settembre 2018 - All'incontro fissato per oggi al Pirellone non si sa ancora chi ci sarà. O meglio, di sicuro ci saranno i sindacati, una rappresentanza dei mille lavoratori, alcuni politici della Lega che questo incontro lo hanno promosso in prima persona. Cosa farà l’azienda, però, la GCA Market, a cui fanno capo 40 supermercati del gruppo SuperDì e IperDì, ancora non è dato sapere. I punti vendita presenti in Lombardia, Piemonte e Liguria dal 1994 ed eredi degli storici Supermercati Brianzoli sono infatti in crisi nera da mesi. Gli scaffali si sono svuotati, le forniture sono cessate e la proprietà sta spasmodicamente tentando di cedere i propri punti vendita. Nel frattempo, però, i dipendenti hanno smesso di venire pagati. Avanzano le mensilità di luglio e agosto, compresi i contributi del 730.

E gli ultimi “rumors” non promettono nulla di buono. La stessa azienda ha chiesto negli ultimi giorni di posticipare di una settimana l’incontro fissato per oggi in Regione, ma il sindacato ha risposto picche. Anzi, ha proclamato lo stato di agitazione: "La “Storia Infinita” del Gruppo GCA Srl continua - spiegano in un comunicato -: le pseudo assicurazioni aziendali in merito a trattative che sono in fase conclusiva (ormai da mesi) per la vendita di parte delle filiali non sono più sufficienti a rassicurare le lavoratrici e i lavoratori che, ormai da due mesi, non percepiscono lo stipendio".

E quindi Filcams-Cigil, Fisascat-Cisl e Uiltucs ribadiscono: "In occasione della convocazione presso la IV commissione regionale delle Attività Produttive è stato organizzato un presidio dei lavoratori e delle lavoratrici per manifestare il sacrosanto diritto di sapere quale futuro li attende. Basta discorsi nebulosi e frasi inconcludenti... Per sostenere la vertenza e dare un segnale forte alla società si proclama lo stato di agitazione". I punti vendita del gruppo, chiusi forzosamente per ferie o ristrutturazione per due settimane ad agosto, avevano riaperto i battenti il 3 settembre scorso per lo “Svuotatutto al 50%”, con l’obiettivo di esaurire le merce rimasta ancora sugli scaffali. E ieri a sorpresa lo sconto è stato portato addirittura al 70%, mentre alcuni lavoratori, sostenuti dalla Uil, hanno già presentato in Tribunale un’ingiunzione di pagamento. A dispetto dell’ultima promessa dell’azienda: quella di procedere entro la prossima settimana al pagamento almeno dei contributi Inps e di un acconto degli stipendi arretrati.