Il presidio dei lavoratori  della Gianetti Ruote
Il presidio dei lavoratori della Gianetti Ruote

Ceriano laghetto (Monza) -  La fabbrica di Ceriano chiude, 158 lavoratori licenziati via e-mail. Neanche un giorno dopo l’accordo governo-sindacati "per evitare la macelleria sociale" dicono Fiom e Uilm, la Gianetti cala la scure sul sito di via Stabilimenti. "Crisi", la giustificazione addotta "aggravata dalla pandemia", spiega la proprietà, il fondo Quantum Capital Partner. Un pugno allo stomaco per gli operai dell’azienda che produce cerchi per camion e rifornisce anche l’Harley Davidson. Il passaparola è una valanga, davanti ai cancelli arrivano tutti di corsa, increduli. Facce tirate, tensione alle stelle. Rsu e sindacati organizzano l’incontro. L’esito è scontato "anche per i modi": "Mobilitazione totale", annunciano i segretari di Fiom-Cgil Pietro Occhiuto e Uilm-Uil Francesco Caruso.

L’effetto sorpresa è devastante, i turni sono finiti da poco "anche Confindustria non ne sapeva niente – dicono i sindacalisti – sono sconcertati quanto noi". Una riunione di poche parole per stendere il piano d’azione riassunto su un foglio a quadretti scritto a mano: "Assemblea permanente". Cioè sito presidiato. Per la prima notte con ronde: "E’ difficile organizzare le famiglie all’ultimo minuto" e poi stabilmente "per evitare che fuggano con i macchinari – dice Caruso –. Il pericolo di un trasloco-lampo è più che concreto a questo punto". «È tutto inaccettabile – aggiunge Occhiuto – tanto più che qui il lavoro non manca, checché ne dicano". Qui, le relazioni industriali non sono mai state buone "ma stavolta abbiamo superato ogni limite: l’Rsu non aveva neanche sentore di quel che avevano intenzione di fare e nella lettera dicono che saranno messi tutti in ferie, ma non tocca a loro disporne", spiega Caruso. «Lasciano 158 famiglie in mezzo alla strada senza battere ciglio – ripete Occhiuto – sarà una lunga estate". Solo l’altro ieri il segretario della Fiom aveva lanciato un appello agli imprenditori invitandoli a rispettare l’intesa firmata a Roma. "E qui non si parla nemmeno di cassa integrazione", eppure Palazzo Chigi ha assicurato altre 13 settimane gratis di ammortizzatori sociali alle aziende. "Ma alla Gianetti se ne fregano".