Stabilimento Candy di Brugherio
Stabilimento Candy di Brugherio

Brugherio (Monza Brianza), 5 ottobre 2018 -  Anche i sindacati alla fine firmano l’accordo salva-posti in Candy. I lavoratori l’avevano già approvato in assemblea con un 65% di sì, ma prima che all’orizzonte comparissero i cinesi di Haier, in procinto di acquisire il marchio brianzolo. Gli ultimi giorni sono stati frenetici per il brand che ha scritto un pezzo di storia nell’industria del territorio e del Paese.

Ieri, un altro passaggio importante nel quadro che va delineandosi in queste ore, Fim e Fiom hanno messo la firma in calce al pacchetto di misure - tagli - che permetterà al colosso dell’elettrodomestico di non licenziare i 200 esuberi annunciati nel 2016, gestiti finora in modo soft con i contratti di solidarietà, e di aumentare la produzione in città. La tregua ha un sapore completamente diverso da quello che avrebbe avuto se qualche giorno fa sui mercati non fosse scoppiata la bomba della vendita all’ombra del Dragone. Non è la sola novità di una giornata tesa e a tratti concitata. Nel pomeriggio, è arrivata anche al convocazione delle parti al ministero. Della pratica si occuperà direttamente il vicepremier Luigi Di Maio. A lui si è rivolto con una lettera anche il sindaco Marco Troiano, in cui ha chiesto garanzie «sul futuro dei mille dipendenti e delle loro famiglie». Idem, ai più alti livelli sindacali. Per la Cgil è intervenuta Susanna Camusso: «È ora che il governo inverta una rotta che sino ad oggi ha fatto perdere al sistema produttivo italiano aziende e marchi importanti. Candy è l’ultimo, grosso, esempio di questa emorragia». «Il Mise – aggiunge il segretario generale – deve garantire il rispetto dell’accordo appena firmato, soprattutto in materia di investimenti e volumi produttivi, ma anche una politica di tutela delle produzioni e del lavoro del settore». Il piano siglato ieri prevede sia la cassa integrazione che una riduzione di stipendio per salvare i livelli occupazionali. Si lavorerà tre giorni la settimana, e si cancelleranno alcuni integrativi del salario.

Obiettivo finale, aumentare i volumi produttivi della casa-madre, dalle quale usciranno 500mila lavatrici l’anno e non più le attuali 320mila, riportando in Brianza quasi 200mila pezzi che nei piani aziendali dovevano essere costruite in Cina. Il Gruppo, dopo anni difficili, ha ricominciato a correre. Nel 2017, il fatturato è cresciuto del 14% (1,148 miliardi di euro di ricavi), realizzato da 4.100 dipendenti nel mondo, spalmati su sei stabilimenti tra Europa, Turchia e Cina. Oltre a Hoover, Candy possiede, fra gli altri, i marchi Rosières (Francia), Jinling (Cina). Con l’arrivo della nuova proprietà, Brugherio strapperà lo scettro a Parigi, dove oggi ha sede il quartier generale europeo della major cinese dell’elettrodomestico che ha fatto shopping nella Silicon Valley italiana.