I fondatori di Rail Road Brewery
I fondatori di Rail Road Brewery

Seregno (Monza Brianza), 11 febbraio 2019 - Uno È ricercatore universitario, uno fisioterapista e uno manager in una grande azienda. Ad unirli è la passione per la birra. Per berla, certo, ma soprattutto ora per produrla. «Siamo amici da una vita e quando eravamo studenti universitari abbiamo incominciato, un po’ per scherzo un po’ per divertimento, a produrre birra con un kit casalingo. I risultati non erano eccezionali, ma a noi bastava e ci divertivamo», spiega Benedetto Cannatelli, 35 anni, che tiene corsi su tematiche imprenditoriali alla Cattolica di Milano. Con lui c’erano Tommaso Colombo, suo coetaneo e oggi fisioterapista e Stefano Zanetto, oggi 38enne e manager.

Ora mandano avanti il birrificio Railroad Brewing di Seregno dove, oltre a loro, lavorano tre dipendenti e uno stagista. «Tutto ha preso una piega più seria quando, facendo il dottorato all’estero, alla Miami University, mi sono imbattuto nel libro “Beer school” scritto dai due fondatori della Brooklyn Brewery uno dei più importanti birrifici artigianali. Un testo che sintetizzava le mie due passioni: per la birra e per l’imprenditorialità». Tornato in Italia nel 2013 «io e i miei soci, avendo pochi soldi e non potendo realizzare un nostro impianto, abbiamo selezionato alcuni birrai a cui far produrre bottiglie con le nostre ricette e poi noi vendevamo col nostro marchio». La cosa ha avuto successo e qualche anno dopo, nel 2015, grazie all’ingresso di altri 4 soci finanziatori, hanno acquistato un vero e proprio impianto e «lo abbiamo piazzato nella vecchia falegnameria di Seregno di mio nonno che si trova fra due ferrovie: da qui il nome del birrificio». Qui oggi si producono mille ettolitri di birra all’anno «l’80 per cento destinato ai fusti e il restante 20 per cento messo in bottiglia. La parola d’ordine è comunque divertirsi». «Cerchiamo di fare birre semplici che chiunque possa apprezzare – aggiunge Cannatelli – Attualmente ne abbiamo in catalogo 12». E Cannatelli & C. sono dei vulcani di idee. «Ci siamo inventati la “birra di cittadinanza», giusto per fare un po’ il verso al Governo. Ma non solo. «Noi abbiamo una confezione con sei birre. Sotto Natale facciamo il “Presepe alcolico” rivestendo le birre con le figure di Giuseppe, Maria, Gesù, Bue, Asinello e Angelo».

L’ultima iniziativa unisce birra e calcio. «Noi siamo appassionati di calcio. Negli anni ‘90 i nostri eroi non erano Baggio o Ronaldo ma erano bomber e calciatori di «seconda fascia». Per primo abbiamo contattato Marco Negri, ex attaccante del Perugia poi diventato l’idolo dei tifosi dei Glasgow Rangers in Scozia. È un personaggio eccezionale e gli abbiamo fatto questa birra dedicata. Poi abbiamo ripetuto l’iniziativa con il “Cobra” Tovalieri ex attaccante del Bari. Con lui abbiamo fatto una serata al bar con i tifosi».