Vimercate (Monza Brianza), 26 marzo 2018 - E' fissata per il 25 maggio in Tribunale a Monza l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio dei dieci indagati per il fallimento della Bames e della controllata Sem, fiori all’occhiello della Silicon Valley vimercatese che nel 2013 hanno chiuso i battenti lasciando a casa 400 lavoratori. A firmare la richiesta di rinvio a giudizio, il pm Rosario Ferracane, titolare dell’inchiesta.

Devono rispondere a vario titolo di bancarotta fraudolenta, reati fiscali ed evasione fiscale i presunti amministratori di fatto delle società, Vittorio Romano Bartolini e i figli Massimo Vittorio e Selene, nonché i tre manager, Luca Bertazzini in qualità di presidente del consiglio di amministrazione di Bames fino al 2008, seguito da Giuseppe Bartolini e Alessandro Di Nunzio e infine i tre membri del collegio sindacale Riccardo Toscano, Angelo Sandro Interdonato e Salvatore Giugni. Sotto accusa un contratto di lease back e un finanziamento con cui Bames ha ottenuto circa 87 milioni di euro, di cui secondo la Procura almeno 60 usati per acquistare partecipazioni in altre società e per finanziare altre aziende del Gruppo. A questi nomi si è poi aggiunto quello di Cats Oozi, amministratore delegato della Telit Corporation imputato in qualità di ex amministratore di Telit Italia di avere distratto 16 milioni di euro a favore di Telit Communication attraverso la controllata Telit Wireless Solutions.

Ora dopo la richiesta di rinvio a giudizio per i 10 imputati da parte della Procura monzese, è stato fissato anche il giorno della verità, in cui si deciderà se mandare dopo quasi 5 anni a processo i presunti responsabili di uno dei più grossi fallimenti aziendali in Brianza degli ultimi anni. "Speriamo che la richiesta venga accolta dal giudice e che nel processo si accerti chi ha portato al fallimento queste aziende creando ai lavoratori enormi problemi economici e umani – l’auspicio di Gianluigi Riva, una volta delegato sindacale della Bames, uno di quelli che sono riusciti ad andare in pensione –. Chi lo ha causato, paghi per il disastro fatto".