Un operatore di Borsa
Un operatore di Borsa

Veduggio con Colzano (Monza Brianza), 5 dicembre 2018 - Niente Borsa per la Agrati. Almeno per il momento. Si è interrotto infatti il percorso, ufficialmente avviato a fine ottobre, che avrebbe dovuto portare a Piazza Affari il gruppo brianzolo leader mondiale nella produzione di bulloni, viti e dadi. Ma cosa è successo? Lo sbarco in Borsa sarebbe dovuto arrivare tramite un’operazione finanziaria complessa con la formazione di una nuova società (nata dalla fusione per incorporazione in IDeaMI). Una sorta di “società momentanea” (in termini tecnici Spac) creata proprio per traghettare la bulloneria a Piazza Affari. Ma lunedì "a seguito del mancato raggiungimento del quorum – spiega una nota diffusa dall’azienda – da parte dell’assemblea straordinaria di IDeaMI, chiamata a deliberare in merito alla business combination tra IDeaMI e Agrati" l’operazione si è interrotta e «l’apertura del capitale è rinviata a un momento di mercato più favorevole».

Lo stop non è infatti dovuto a problemi della Agrati, ma alla situazione del Mercato, alle prospettive dell’economia italiana che avrebbero “spaventato gli investitori”. "Tale esito – aggiunge la nota dell’azienda – è stato determinato da situazioni oggettive e del tutto indipendenti dall’andamento dei risultati economici del Gruppo Agrati, quali la forte volatilità del mercato azionario italiano (da maggio a oggi, ha perso circa il 20%) e la situazione economica attuale e prospettica, che non hanno consentito la formazione del consenso tra gli attuali investitori di IDeaMI".

Il Gruppo Agrati, nato nel 1939, è oggi uno dei principali produttori mondiali di sistemi di fissaggio per l’industria automobilistica. Nel 2017 ha realizzato un fatturato di 658 milioni di euro (52 milioni di utile netto). Con più di 2.600 dipendenti in tutto il mondo, conta 12 siti produttivi, 12 sedi di uffici, e 5 centri logistici dislocati in Europa, Stati Uniti e Cina. Il Gruppo acquista ogni anno circa 160.000 tonnellate di acciaio e produce circa 8 miliardi di pezzi (bulloni, viti speciali, dadi). Numeri che avevano inizialmente convinto IDeaMI ma che si sono dovuti scontrare con la situazione dei mercati.

E ora? Che accadrà? Come si potranno realizzare i progetti di sviluppo che Agrati aveva pianificato con i 175 milioni attesi dalla Borsa? "Il Gruppo continuerà il proprio percorso di crescita e di sviluppo con i mezzi, la capacità, l’esperienza e la professionalità sinora maturati, con l’obiettivo di cogliere tutte le ulteriori opportunità che il mercato e/o l’evoluzione tecnologica (inclusiva dello sviluppo dell’auto elettrica) saranno in grado di offrire nel prossimo futuro", fanno sapere dalla Agrati.