La manifestazione sindacale dei lavoratori Adidas
La manifestazione sindacale dei lavoratori Adidas

Monza, 11 marzo 2019 - Nessun licenziamento. Incentivi all’uscita volontaria. Percorsi di ricollocamento all’esterno a carico dell’azienda. Sono i tre pilasti dell’accordo che ha permesso di “cancellare” 41 licenziamenti alla Adidas: 35 nella sede amministrativa di Monza, 4 dislocati a Roma e 2 a Mestrino (Pavia). Un accordo raggiunto in teleconferenza a causa dell’emergenza Coronavirus.

«Dopo una lunga vertenza, accompagnata e sostenuta da iniziative di mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici, dal coinvolgimento delle istituzioni ad ogni livello, dalla sensibilizzazione attraverso la comunicazione mediatica e dal fortissimo impegno dei delegati e delle delegate della rappresentanza sindacale la trattativa si è conclusa con un accordo sindacale che prevede come esclusivo criterio di uscita quello della volontarietà», si legge in una nota della Filcams Cgil. «L’elemento che ha favorito il raggiungimento dell’accordo, oltre all’incentivazione economica è costituito dall’estensione della possibilità di accedere all’uscita volontaria da parte di lavoratori e lavoratrici che inizialmente non erano collocati nel perimetro delle posizioni in esubero. Ciò ha determinato la ricollocazione di profili dichiarati in esubero e la salvaguardia di almeno 7 posti di lavoro», prosegue il comunicato.

Una vicenda cominciata il 13 dicembre con l’annuncio da parte di Adidas di 41 esuberi con il trasferimento in Portogallo del “settore Finanza”. Da lì era partita la mobilitazione dei 277 addetti che fanno capo alla sede di Monza. Scioperi, picchetti davanti alla boutique di via Vittorio Emanuele a Milano. «Oltre all’incentivazione economica - spiegano i sindacati -, concordata in apposita intesa sindacale, è previsto un servizio di outplacement con costi interamente a carico aziendale e il sostegno della Regione Lombardia. Rimangono aperte tutte le preoccupazioni per il futuro e le scelte strategiche di Adidas poiché continuiamo a pensare che un’azienda con risultati di crescita così importanti debba impegnarsi a condividere con il sindacato, i rappresentanti dei lavoratori e le istituzioni un piano industriale di mantenimento e sviluppo. A tal proposito riteniamo assolutamente importante ribadire che, compatibilmente con l’evoluzione dell’epidemia e l’emergenza del covid 19, appena possibile, venga convocato dall’assessore al Lavoro della Regione Lombardia, come promesso, l’incontro tra le parti per aprire un confronto che impegni tutti i soggetti a consolidare la presenza di Adidas in Lombardia, dove sono occupati oltre 250 lavoratori con elevate professionalità e in Italia».