Vimercate (Monza e Brianza), 6 aprile 2017 - Una copia dell’autorizzazione firmata dalla Sovrintendenza ai beni culturali per la ristrutturazione di Villa Sottocasa, dove però è scomparso un capoverso che specificava i lavori permessi e vietati. Un falso ieri al centro del processo al Tribunale di Monza che vede l’ex sindaco di Vimercate Paolo Brambilla e l’ex vicesindaco ora onorevole Roberto Rampi accusati di abuso in atti di ufficio, mentre di violazione della normativa sulla tutela del patrimonio culturale e falso devono rispondere a vario titolo il dirigente del settore Pianificazione del territorio del Comune di Vimercate Bruno Cirant, il funzionario dell’ufficio Urbanistica Paolo Alessandro, il costruttore Ivo Redaelli, titolare della “Leader”, proprietaria dell’ala della storica dimora nel mirino delle indagini giudiziarie e un suo dipendente, Massimiliano Casati.

"L’autorizzazione era stata rilasciata in copie autentiche, una per il costruttore, una per il Comune e una da archiviare in ufficio - ha dichiarato il funzionario della Sovrintendenza ai beni culturali di Milano, architetto Silvio Besana -. La “Leader” aveva ritirato la copia anche per il Comune, come risulta dall’annotazione sull’atto. Nella copia dove manca un capoverso emersa dopo le indagini - ha precisato il testimone su domanda del presidente del collegio di giudici Giuseppe Airò - l’autorizzazione sembra slegata da un preciso progetto". Sotto accusa al processo, infatti, lavori di ristrutturazione dell’ala privata dello storico edificio che non risulterebbero conformi ai permessi rilasciati dalla Sovrintendenza per quanto riguarda la copertura dell’edificio e il salone un tempo adibito a piccolo teatro.

Le presunte difformità sarebbero state riscontrate tra i documenti consegnati in Comune e quelli presentati alla Sovrintendenza nel 2009, anno in cui partì l’iter per la riqualificazione. Fu l’architetto responsabile di quel restauro, Rossella Moioli, a presentare l’esposto da cui ha preso piede l’indagine dei carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio culturale. La restauratrice lavorava alla rinascita della parte pubblica di Villa Sottocasa dalla fine del 2003, da quando ottenne l’incarico dalla Giunta Brambilla per la progettazione e l’esecuzione dell’intervento di restauro.

Ora il pm monzese Manuela Massenz ritiene che Paolo Brambilla e Roberto Rampi siano responsabili di non avere sospeso l’autorizzazione ai lavori di ristrutturazione dell’ala privata di Villa Sottocasa dopo essere stati avvertiti dall’architetto Moioli della presunta difformità di documentazione sulle opere da eseguire. Accuse negate dagli imputati, che hanno scelto il dibattimento per dimostrare la loro innocenza e che hanno già espresso, attraverso i loro difensori, la loro intenzione di sottoporsi a interrogatorio (tranne il costruttore Ivo Redaelli) al termine delle testimonianze pro difesa che inizieranno la prossima udienza.