Oreste Panzeri titolare della Vicsam di Veduggio con Colzano
Oreste Panzeri titolare della Vicsam di Veduggio con Colzano

Veduggio (Monza e Brianza), 23 marzo 2020 - C’è chi in questo periodo di emergenza si è guardato attorno in cerca di aiuto. Lui, Oreste Panzeri, ha guardato avanti: non solo garantendo un futuro alla sua azienda, la Vicsam di Veduggio con Colzano, ma anche contribuendo a salvarne molte altre grazie all’apporto tecnologico e a tutta la fase di affiancamento durante l’avvio dello smart working.  Definizione che ora va di moda, è sulla bocca di tutti: eppure fino a pochissimi giorni fa sembrava soltanto un concetto lontano, per addetti ai lavori o per grandi aziende.

"Diciamo che quello che si fa attualmente non è lo smart working vero e proprio - spiega Panzeri - perché questo dev’essere anche in grado di registrare le attività che si fanno. Limitiamoci a dire che la gente sta lavorando anche da casa, ma va benissimo così: grazie a questo sistema sono tante le realtà che non si sono fermate. La difficoltà si combatte anche in questo modo agile". Panzeri con la Vicsam ha seguito direttamente un centinaio di aziende. "Siamo partiti da un concetto molto semplice - spiega l’imprenditore - che per noi attivi nel settore informatico è un po’ la quotidianità. Noi ci occupiamo di assistenza hardware e software: gli interventi da remoto sono il metodo abituale di lavoro. Abbiamo replicato questi strumenti adattandoli alle necessità delle imprese per permettere di lavorare anche da casa. Con tutte le garanzie del caso, affinché si possa lavorare in sicurezza, ma anche in modo molto comodo. Il collaudo delle piattaforme le aziende potranno farlo più avanti, dopo il superamento di questa fase di emergenza".

Di una cosa , infatti, Panzeri è certo: è stato segnato un punto di non ritorno. Il Coronavirus ha portato per necessità anche all’innovazione tecnologica. "Qualcosa rimarrà nel tempo. Sono convinto che le aziende cercheranno di essere pronte e cablate per utilizzare questi sistemi. Poi è difficile dire quanto assiduamente. Ognuna lo farà a modo suo, qualcuna di più altre di meno. Qualcuno lo trasformerà in un metodo di lavoro, altre forse lo praticheranno solo per un giorno alla settimana. Non mancheranno aziende che, invece, forse non utilizzeranno nemmeno lo smart working, ma vogliono averlo per essere pronte in caso di necessità". I bravi brianzoli, a quanto pare, non si sono fatti pregare per compiere questo passo: "Tutt’altro - racconta Panzeri -. Forse per il momento particolare, forse perché ne hanno sentito parlare, però abbiamo ricevuto molte richieste spontanee. Il vantaggio del resto è notevole, la produttività è più alta, non ci sono neanche momenti di spostamento". Esperto del settore, Panzeri a sua volta ammette di avere imparato una lezione.

«Questa emergenza ci ha offerto l’occasione di creare un sito interno dove pubblichiamo testi e video, per fare corsi ai nostri ragazzi su argomenti che per adesso non conoscono. Ecco, per me l’aspetto formativo è sempre passato dall’aula, di sicuro questa esperienza mi ha fatto cambiare prospettiva". Tra tante innovazioni, però, anche un punto fermo: i dipendenti della Vicsam, una volta scoppiata l’epidemia, attraverso un veloce scambio di messaggi su Whatsapp hanno raccolto addirittura 15mila euro per sostenere la sanità lombarda. L’azienda, a sua volta, ha deciso di fare la sua parte.