Monza, 14 marzo 2018 - Quasi rientrata l’emergenza vaccinazioni nelle scuole dell’infanzia di Monza. È stato temporaneamente vietato l’ingresso a un bambino alla scuola Il Cartoccino dell’Istituto comprensivo Correggio e come dappertutto la dirigenza e le insegnanti cercano di accompagnare i genitori nel percorso di presa di coscienza dell’importanza dei vaccini. Fino ai giorni scorsi erano una decina le famiglie contrarie alla vaccinazione anche alla scuola dell’infanzia Bachelet-Cazzaniga dell’Istituto comprensivo Salvo D’Acquisto. Negli ultimi giorni le ultime due famiglie sono state incontrate dalla dirigente Elena Bonetti che ha spiegato loro la necessità della vaccinazione.

E' stato quasi un lavoro porta a porta quello di dirigenti e vicari per convincere le famiglie. "Intanto non si abbassa la guardia, ma continua il controllo sugli altri ordini di scuola – sottolinea la vice preside Laura Veraldi –, dalla scorsa settimana alla scuola primaria c’è un viavai di genitori che mandano via mail o portano a mano il prospetto con tutte le vaccinazioni dei figli. Abbiamo i nominativi di coloro che hanno gli appuntamenti e che dovranno provvedere a regolarizzare la situazione nei prossimi mesi. Tra scuola primaria e scuola media sono circa una quindicina".

Un paio le famiglie di no vax irriducibili anche alla scuola dell’infanzia Modigliani. "Ho chiamato i genitori – spiega il dirigente Antonio Prizio –, ho chiarito con loro le normative di legge e hanno messo in regola i bambini". Cinque o sei le famiglie sollecitate anche all’istituto Koiné, poi rientrate. "Tra l’altro – fa osservare la preside Anna Cavenaghi – la Regione non ha ancora istituito una banca dati per le vaccinazioni. Per questo ha dato incarico alle scuole di costruire le proprie, su relativi parametri, da cui poi creare il registro regionale". Oltretutto nella scuola primaria e secondaria di primo grado è necessario sapere chi non è vaccinato, perché non possono stare nella stessa classe due ragazzi senza copertura vaccinale e se già lo sono vanno separati. "La creazione del registro vaccinale – aggiunge Laura Veraldi – costituisce un forte carico di lavoro in tempi strettissimi per il nostro personale di segreteria che adesso si sta concentrando su questo. L’iscrizione alla scuola dell’infanzia è ancora cartacea, perciò poi i dati devono essere inseriti nell’anagraffe vaccinale della scuola e poi trasmessi all’area metropolitana". Anche questa volta obbligo perentorio ma all’italiana, come fa osservare il preside Prizio: "L’incombenza di richiedere la vaccinazione – dice – è stata lasciata alle scuole. Poi, raggiunto il 95 per cento della copertura di gregge si abbassa la guardia sull’emergenza".