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14 apr 2022

Torri di 32 metri in centro Legambiente ricorre al Tar

Nel mirino il piano residenziale e commerciale sull’area del Buon Pastore. Nella vecchia sede delle suore nasceranno 4 edifici e 150 appartamenti

martino agostoni
Cronaca
Un. sopralluogo al Buon Pastore, 28mila metri quadrati tra le vie Cavallotti e Pellettier
Un. sopralluogo al Buon Pastore, 28mila metri quadrati tra le vie Cavallotti e Pellettier
Un. sopralluogo al Buon Pastore, 28mila metri quadrati tra le vie Cavallotti e Pellettier

di Martino Agostoni

Il piano per la riqualificazione dell’ex Buon Pastore finisce in tribunale. Da anni ci sono contestazioni di comitati e associazioni verso il progetto per trasformare l’area da 28mila metri quadrati tra le vie Cavallotti e Pellettier, fino al 2006 sede dalle suore di Nostra Signora di Carità del Buon Pastore, in un nuovo complesso residenziale e commerciale, una protesta che diventa concreta con un ricorso presentato al Tar.

Primo firmatario Legambiente, capofila delle associazioni cittadine "contro il cemento" e dei comitati di residenti che da anni contestano il piano attuativo presentato per l’ex Buon Pastore dalla società divenuta nel 2017 proprietaria dell’area, la B.P. Real Estate srl, e in particolare nell’ultima variante del 2019 che ha avuto il benestare dall’Amministrazione comunale assieme ai sì della Soprintendenza e della Commissione paesaggio. È l’ultima versione di un progetto che prevede uno spostamento verso l’alto dei volumi per realizzare un complesso residenziale con 150 appartamenti e 4 edifici alti fino a 32 metri oltre a nuove attività commerciali e parcheggi interrati.

La controparte pubblica del piano prevede la conservazione degli elementi storici e architettonici presenti nell’area, in particolare della chiesa panottica di fine ‘800 di via Pellettier, quanto resta della settecentesca Villa Angela e del lungo porticato che si affaccia su un parco di 15mila metri quadrati che verrebbe aperto alla città sul lato di via Cavallotti.

I comitati insistono sull’impatto negativo che avrebbe un’operazione immobiliare così grande in quella zona vicina al centro e alle scuole superiori già oggi congestionata, oltre poi alla radicale trasformazione portata da palazzi alti oltre 30 metri di un’area che ha vincoli paesaggistici. E proprio quest’ultimo elemento è alla base del ricorso presentato non solo contro il Comune, ma anche contro il ministero della Cultura e la Soprintendenza, oltre che la proprietà, "per l’annullamento, con tutti gli atti preordinati, consequenziali e connessi – si legge nei documenti – relativi all’autorizzazione per l’aumento volumetrico di edifici da realizzare nel comparto del Buon Pastore, bene vincolato da apposito decreto della Soprintendenza".

Ai giudici viene chiesto quindi di annullare tutti i pareri favorevoli e le delibere di giunta approvate finora a favore del piano del 2019. L’Amministrazione ha replicato al ricorso nei giorni scorsi dando incarico all’avvocatura comunale di resistere in giudizio perché, al contrario di quanto sostenuto dai ricorrenti, gli atti finora presi hanno la funzione "di salvaguardare il recupero degli edifici di valore storico ed architettonico nell’area dell’ex Buon Pastore in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio".

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