Monza, 26 ottobre 2017 - Il santuario Beata Vergine del Rosario di Vimercate era gremito all’inverosimile, tantissimi ragazzi, i compagni di scuola. La piccola bara bianca, immagini forti, una folla commossa che a stento ha trattenuto le lacrime. Le amiche del cuore hanno letto alcune lettere prima della messa, con la voce rotta di pianto si son chieste come fosse mai possibile accettare una tragedia del genere. Sono cresciute insieme, i ricordi oggi pesano come macigni. Dall’altra parte un’altra tragedia la vive la diciannovenne che ha investito Stacey.

Quel maledetto sabato mattina non l’ha vista attraversare, l’ha centrata in pieno. Il disperato intervento chirurgico al Niguarda non è bastato. Chi l’ha investita era una compagna di scuola e in quella scuola oggi non vuole più andarci. Insulti, minacce, una pressione troppo forte che non riesce più a sostenere. Il parroco don Mirko Bellora durante l’omelia una messaggio chiaro l’ha voluto mandare: “La libertà – ha detto – esige grande responsabilità. Possiamo amare e possiamo uccidere. Non si torna indietro dai gesti che compiamo, nella vita bisogna sempre essere attenti”. Il feretro all'uscita è stato accolto da un lungo applauso, palloncini bianchi al cielo e un corteo silenzioso verso il cimitero. Così in tanti, tra rabbia e dolore, hanno voluto salutare la piccola Stacey.