Monza, 15 luglio 2017 - "Vuoi superare questo stage sì o no? E allora fammi vedere come fai un massaggio... metti la mano qui, sii carina". L’orco aveva le sembianze e i modi suadenti e giovanili di un uomo di 54 anni, padre di famiglia, titolare di due centri estetici nel Vimercatese, che negli quattro mesi si è approfittato sessualmente di almeno quattro studentesse, fra i 15 e i 17 anni, che erano andate a lavorare da lui in stage, secondo i programmi ministeriali di alternanza scuola-lavoro. Accade ormai in tutte le scuole superiori che per arrivare al diploma occorra prima spendere alcune ore di pratica in un’azienda, legata da affinità con il corso di studi che si sta seguendo, in modo da “assaggiare” il mondo del lavoro. Tutto molto bello, tutto molto giusto. Il problerma però è che in questa bruttissima e squallida vicenda portata alla luce dagli agenti del Commissariato di Polizia di Monza le cose non erano andate per nulla come sarebbero dovute andare. Il titolare dei due centri estetici a cui si erano risolte le studentesse di due scuole professionali di Monza per estetiste si era rivelato infatti un autentico orco. Il caso era emerso per la prima volta lo scorso febbraio, quando una ragazzina aveva detto a casa che non avrebbe più voluto andare a effettuare le ore di stage previste in quel centro estetico in cui stava facendo pratica. Dopo le insistenze dei genitori, la ragazzina era stata convinta a rivolgersi a un consultorio e aveva tirato fuori l’orrore in cui si era ritrovata invischiata.

Da qui erano partite le indagini, lunghe, delicate, per arrivare a capire cosa si celasse dietro i racconti di quella ragazzina. "Oltre che cercare le prove abbiamo anche dovuto cercare le vittime" ha poi aggiunto il vicequestore Angelo Re. "Le ragazze erano in uno stato di totale dipendenza psicologica" ha spiegato il procuratore capo di Monza, Luisa Zanetti. Facendo forza sul proprio ruolo di potere ("se vuoi essere promossa al prossimo anno scolastico devi meritartelo" proponeva subdolo l’orco, le ragazzine venivano condotte negli stanzini per i massaggi del centro estetico e sottoposte agli abusi dell’uomo. Dai palpeggiamenti agli atti sessuali, subìti o costrette a compiere. In almeno un caso, l’uomo era riuscito a convincere una ragazzina ad andare a casa sua. Per avere conferma di cosa si celasse dietro quei centri massaggi e quell’imprenditore apparentemente insospettabili e "mai chiacchierati", i poliziotti hanno anche messo sotto controllo il suo telefono. E hanno avuto prova dei toni e dei contenuti delle conversazioni con le sue vittime. Piano piano sono emersi i casi di altre tre ragazzine, che "si sentivano in colpa per non essere riuscite a dire di no2, ha aggiunto il procuratore capo. Una delle vittime è emersa quando la nonna della prima ragazzina, quella che aveva già parlato con i poliziotti, ha consigliato alla sua famiglia di tenersi lontano da quel centro estetico a cui si era rivolta la loro figlia. Solo che ormai quella ragazzina ci era già andata.

Ora l'uomo, che dovrà rispondere delle accuse di violenza sessuale su minore, con l’aggravante della sua posizione di potere, rischia oltre 12 anni di galera. E i poliziotti cercano ancora. Il timore è che il numero di vittime dell’orco fosse più alto di quello scoperto. "Forse l’alternanza scuola-lavoro dovrebbe essere commisurata alla capacità di conoscere davvero dove si stanno mandando i ragazzi" ha osservato il procuratore capo. Intanto il caso sta già suscitandio le prime reazioni a livello istituzionale. La Regione ad esempio ha già annunciato la propria intenzione di costituirsi parte civile al processo.

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