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2 feb 2022

Quattro morti e 7mila infortuni, rabbia Cgil

Dati molto pesanti lo scorso anno, il sindacato chiede di mettere al centro un’occupazione di qualità, la formazione e l’informazione

marco galvani
Cronaca

di Marco Galvani Quattro morti e 7.315 infortuni l’anno scorso. E il 2022 conta già una croce sul lavoro e un incidente grave. "Sono dati che non ci lasciano tranquilli in quanto tendono a confermare un andamento storico territoriale che denuncia le modalità di lavoro con cui operiamo quotidianamente nei cantieri, nelle aziende, con i mezzi di trasporto": Giulio Fossati, segretario della Cgil Monza e Brianza, non nasconde la sua preoccupazione davanti alla fotografia scattata da Inail in provincia. "Abbiamo avuto anche nel 2021 quattro morti nei luoghi di lavoro. Persone che non faranno più ritorno a casa nel tentativo di garantire una vita degna alla propria famiglia. Famiglie che piombano in un lutto improvviso e che quasi sicuramente saranno più povere e in gravi difficoltà per il futuro". Proprio come quella di Stefano Anastasio, operaio di Casatenovo morto a 50 anni dopo essere stato schiacciato dalla cabina di un escavatore in un cantiere edile a Besana Brianza. La prima tragedia dell’anno, a una settimana dal grave infortunio in un’azienda di confezionamento di prodotti cosmetici di Ornago in cui è rimasto ferito un operaio di 43 anni, schiacciato da un bancale. Perché anche i feriti devono far riflettere: "Nel 2021 sono stati denunciati 7.315 infortuni. Se non mettiamo in campo tutte le iniziative per ridurre i comportamenti sbagliati e le condizioni insicure non riusciremo ad abbattere il numero di infortuni". Peraltro, "moriamo e ci feriamo anche andando al lavoro, circa un infortunio su sei avviene nel tragitto che ci porta da casa al lavoro. Questo deve necessariamente portare a una riflessione sullo stato dell’infrastruttura stradale e alla concentrazione dei mezzi di trasporto in determinati orari della giornata, che dipendono in primis dall’organizzazione del lavoro sul territorio". Ecco perché "dobbiamo mettere al centro il lavoro di qualità, la formazione e l’informazione. ...

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