Vimercate (Monza Brianza), 17 aprile 2018 - La coda di auto e camion è già lunga alle 6 di sera. Comincia alla grande rotatoria dell’Esselunga. A quell’ora sulla rampa che porta al Pagani, la provinciale Vimercate-Arcore, già si è fermi.

È una lotta all’ultimo sangue per conquistare un metro dopo l’altro. Per avanzare. Il problema è che quando si vede la sospirata provinciale e si cerca di entrare, ci si ritrova circondati dalle macchine. Entrano da destra, arrivando da Nord, cioè da Usmate (via Trieste e via Fiorbellina) e da sinistra dopo avere lasciato la Tangenziale sud di Vimercate. I 5 chilometri di strada che collegano i due paesi della Brianza est sono l’incubo degli automobilisti. La mattina, dalle 7.30 e fin oltre le 9, si sta in coda da Arcore a Vimercate: ferme persone che vanno a lavorare nella Silicon Valley, a fare visite all’ospedale di Vimercate o a prendere la Tangenziale est di Milano. La sera, quando le fabbriche e gli uffici chiudono e la gente ha fretta di tornare a casa, la scena si ripete al contrario, per chi da Vimercate va verso Arcore, Villasanta e Lesmo. Tutti i giorni feriali.

Noi abbiamo provato a farla più volte la Sp 45. Quando il sole si alza e all’imbrunire. Il risultato è stato sempre lo stesso. Ci vogliono 20 minuti buoni nelle ore di punta a percorrere i terribili 5 chilometri d’asfalto. Sempre che non ci siano incidenti. "Devi calcolare bene quando parti e quanto torni per evitare di perdere del gran tempo. Ma non sempre è possibile farlo", racconta Micael Fossati, giovane imprenditore che fa spesso la strada per lavoro o per andare a trovare i parenti che vivono ad Arcore. "Se sbagli, la mattina non ti muovi e la sera non appena esci dalla tangenziale sei bloccato". Il primo tappo è la rotatoria tra l’Esselunga e le Torri Bianche. È un continuo fermarsi e ripartire fino al semaforo che regola l’incrocio con le vie per Oreno e Del Salaino, tra Concorezzo e Oreno. Sulla destra c’è la Pagani, l’azienda di ravioli e tortellini. Superato il semaforo, un chilometro più avanti a dannare gli automobilisti provvede l’incrocio con il viale delle Industrie di Monza: due corsie per carreggiata che diventano improvvisamente una. Il disordine qui regna sovrano. Altro traffico che si immette, altre code. Lunghe attese prima di fuggire via, facendo attenzione a non tamponare o essere tamponati.

Non è finita. Passata cascina del Bruno si arriva a nuova rotatoria, molto più piccola della prima, da dove si va verso la stazione ferroviaria di Arcore o si sale sul viadotto con un primo svincolo che porta a in paese e il secondo al Gigante. Per chi è diretto ad Arcore o Villasanta la prima parte della via crucis finisce qui, anche se poi bisognerà fare i conti con l’intasamento delle strade locali. Chi prosegue invece verso Lesmo trova ancora fila ai semafori e agli incroci: soprattutto alla rotatoria alle porte del paese. L’alternativa è passare per Arcore, sulla strada dei Boschi, anche questa intasatissima, tanto che il Comune vuole vietarla nelle ore di punta a chi la usa come scorciatoia.

Si cercano percorsi alternativi: "Io, quando riesco, prendo la strada della Cavallera, una via di campagna che passa da cascina del Bruno e porta a Oreno. Da lì si può raggiungere l’ospedale o andare in tangenziale. Ma è piccola e stretta, non sempre conviene farla", racconta Giuseppe Di Caprio, pensionato di Arcore. Il Comune di Vimercate ha annunciato però che la strada La Santa, così si chiama, diventerà ciclabile. E allora addio anche a questa scorciatoia. "Sulla provinciale è sempre così", racconta Sabrina Andreoni, titolare della prima area di servizio che si incontra sulla Sp 45 partendo da Vimercate: "Tutti i giorni è la stessa cosa. Il viavai è continuo con picchi importanti la mattina presto e la sera prima in una direzione poi nell’altra".

Giuseppe Taurino, che manovra le pompe, conferma: "Vediamo tanti automobilisti, stanchi di aspettare di raggiungere il semaforo di Oreno, entrare nell’area di servizio e tornare indietro". La vecchia Provincia di Milano (allora non c’era ancora quella di Monza e Brianza) aveva ipotizzato di portate a 4 le corsie, 2 per ogni senso di marcia. Ma non si è fatto niente. E gli abitanti di cascina Del Bruno, frazione di Arcore che si affaccia sulla provinciale, l’anno scorso hanno chiesto un sottopasso ciclo-pedonale per sfuggire all’isolamento e all’assedio delle auto.