I ponti della Milano-Meda
I ponti della Milano-Meda

Monza, 23 agosto 2018 - Il Codacons chiede la chiusura preventiva al traffico pesante di 4 ponti sulla Milano-Meda per 30 giorni, al fine di consentire verifiche approfondite a cura del Genio militare, arrivando anche a diffidare i prefetti. La clamorosa iniziativa dell’associazione in difesa dei consumatori arriva mentre il consigliere regionale Gigi Ponti difende l’operato della Provincia di Monza e Brianza (di cui è stato presidente) e chiede una maggiore presa di responsabilità di Regione Lombardia.

Ponti interviene dopo le polemiche degli ultimi giorni sulla presunta situazione di incertezza relativa a 4 ponti sulla superstrada, per i quali invece la Provincia ha ribadito, per voce dello stesso presidente Invernizzi, l’assoluta sicurezza. «Continuo a leggere interventi a sproposito e ingiuste accuse rivolte alla Provincia di Monza Brianza e al suo Presidente, addirittura da parlamentari come Claudio Tripiedi, mentre dovrebbe essere chiaro a tutti che l’unico soggetto esente da responsabilità è proprio l’amministrazione provinciale», dice il consigliere regionale Ponti. Il quale poi punta il dito contro Regione Lombardia che «Per tanti anni e finora infruttuosamente, ha gestito il progetto di Pedemontana, un’opera che doveva essere finita nel 2015, prima di Expo».

«Tutti ormai sanno che la Milano-Meda, una delle strade più trafficate del nord Italia, deve essere rifatta in forza a un progetto di Pedemontana, rivisto alla luce delle giuste richieste dei sindaci – prosegue il consigliere dem . L’unico Ente che ha fatto ciò che era nelle sue disponibilità è stata proprio la Provincia e Roberto Invernizzi, abituato a tacere e a lavorare, deve essere aiutato per le responsabilità che si prende tutti i giorni nel gestire un problema che altri avrebbero dovuto risolvere».

Quindi il rimando alla commissione viabilità dei primi di settembre in cui si parlerà del futuro di Pedemontana. Intanto dal Codacons la richiesta di un intervento straordinario su 8 ponti lombardi, tra i quali, ci sono appunto, i 4 della Milano-Meda (di cui però, uno, il n.10 di Bovisio Masciago, è totalmente chiuso al traffico, l’altro, n. 12 a Binzago, è già vietato ai mezzi pesanti).

Si chiedono verifiche a cura del Genio militare «per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’impatto sul traffico», si spiega dall’associazione. L’iniziativa prevede anche la diffida rivolta ai prefetti di Lecco, Como, Monza e Brianza e Milano «chiamati in causa quali responsabili diretti della sicurezza pubblica». A loro l’associazione chiede di «disporre un blocco temporaneo per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: una necessità che s’impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’economia e il commercio».