"C’era una volta un bambino che si chiamava Piccolino". Comincia così la prima opera di Leonardo Villa, giovanissimo scrittore premiato dal Comune per il racconto che ha fatto della pandemia con l’aiuto di mamma Marta e nonna Armida. Una fiaba che rivela che le paure e le avversità si sconfiggono con un inguaribile ottimismo. Lo stesso con cui il piccolo di cinque anni ha conquistato amministratori e pubblico alla presentazione del libro. L’amministrazione ha infatti deciso di pubblicare la fatica...

"C’era una volta un bambino che si chiamava Piccolino". Comincia così la prima opera di Leonardo Villa, giovanissimo scrittore premiato dal Comune per il racconto che ha fatto della pandemia con l’aiuto di mamma Marta e nonna Armida.

Una fiaba che rivela che le paure e le avversità si sconfiggono con un inguaribile ottimismo. Lo stesso con cui il piccolo di cinque anni ha conquistato amministratori e pubblico alla presentazione del libro.

L’amministrazione ha infatti deciso di pubblicare la fatica letteraria del bimbo che a settembre, Covid permettendo, andrà a scuola. Un sostegno alla passione per la scrittura, sollecitata proprio dalla giunta che durante il lockdown aveva lanciato il contest letterario-artistico “Diario di una pandemia“.

"Un modo per cominciare a elaborare gli stati d’animo di un momento destinato a entrare nella Storia", spiega Gabriele Borgonovo, assessore all’Istruzione, che ha accolto la famiglia.

È stato lui ad avere messo nella mani di un orgogliosissimo Leonardo il volume che racchiude il suo primo viaggio nella fantasia.

Piccolino, un alter ego, vive mille avventure tra Africa, Alaska e talismani. "Non diciamo troppo", chiede l’autore tutt’altro che in imbarazzo sotto i riflettori. Del resto ai libri e alla lettura è abituato fin da quando non era ancora nato: "Adora le fiabe e noi lo assecondiamo", raccontano i genitori, al suo fianco alla cerimonia.

La nonna, coautrice del Diario, lo accompagna sempre in biblioteca, "per lui questo periodo di lontananza dagli scaffali pieni di volumi è stato difficile. Una vera sofferenza".

Ed è così che quando papà Andrea gli ha detto del concorso del Comune sul virus, non ci ha pensato due volte "e ci ha messi tutti al lavoro". Ne è uscita una favola gustosa che sarà sicuramente apprezzata da tanti altri suoi coetanei. L’assessore è già pronto a pubblicare la seconda opera del piccino: "Ci ha anticipato che è già in cantiere". Figlio unico, curioso, vivace, davanti a sé ha già un brillante futuro come scrittore?

"Vedremo. La determinazione non gli manca", ripetono mamma e papà. Ed è grazie a questo tratto che si è inventato i compagni di viaggio di Piccolino, il pastore Francesco e la pecorella Leonella. Personaggi costruiti giorno dopo giorno durante la quarantena che arrivano dritti al cuore perché raccontano il mondo con occhi innocenti: un bel posto, a dispetto di tutte le disavventure che possono capitare. Coronavirus compreso.

Sarà semplice, ma fa bene al cuore. Una lezione che la giunta ha deciso di prendere come esempio.