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26 mag 2022

Perde il pc, finge una rapina: nei guai

Una donna ha raccontato ai carabinieri uno scenario da incubo sulla Valassina ma è stata smascherata

26 mag 2022
alessandro crisafulli
Cronaca
Il caso della simulazione del furto del computer aziendale è stato chiarito dai carabinieri della Stazione di Besana Brianza a cui il racconto della presunta vittima non è risultato attendibile
Il caso della simulazione del furto del computer aziendale è stato chiarito dai carabinieri della Stazione di Besana Brianza a cui il racconto della presunta vittima non è risultato attendibile
Il caso della simulazione del furto del computer aziendale è stato chiarito dai carabinieri della Stazione di Besana Brianza a cui il racconto della presunta vittima non è risultato attendibile
Il caso della simulazione del furto del computer aziendale è stato chiarito dai carabinieri della Stazione di Besana Brianza a cui il racconto della presunta vittima non è risultato attendibile
Il caso della simulazione del furto del computer aziendale è stato chiarito dai carabinieri della Stazione di Besana Brianza a cui il racconto della presunta vittima non è risultato attendibile
Il caso della simulazione del furto del computer aziendale è stato chiarito dai carabinieri della Stazione di Besana Brianza a cui il racconto della presunta vittima non è risultato attendibile

di Alessandro Crisafulli

Si è rivolta ai carabinieri con ancora il terrore sul viso, quasi balbettando. Raccontando la drammatica rapina subìta in auto in Valassina. Con un uomo armato che le ha portato via il computer. Terribile ma... tutto inventato. Così la protagonista della vicenda, una donna di 47 anni, è passata da denunciante per rapina a indagata per simulazione di reato. E rischia da 1 a 3 anni di carcere. Il motivo? Temeva guai sul lavoro, visto che nella valigetta c’erano anche diversi documenti legati alla sua attività, oltre a quelli presenti sul pc.

Tutto comincia l’11 maggio quando la signora si presenta dai carabinieri di Cremella (Lecco) per denunciare che quello stesso pomeriggio, mentre era alla guida della sua Audi, appena uscita dallo svincolo di Veduggio della Valassina, era stata affiancata da un’altra auto che, dopo averla seguita per qualche chilometro, l’aveva improvvisamente costretta a fermarsi tagliandole la strada. Poi, affiancandola, era sopraggiunta una moto di grossa cilindrata con in sella un uomo con un casco integrale scuro che, impugnando una pistola, aveva colpito il finestrino, intimandole di aprire. Quell’uomo, senza proferire parola, solo con i gesti e puntando l’arma, le aveva indicato di consegnargli la valigetta che aveva poggiata sul sedile passeggero e poi, insieme alla macchina, era scappato verso Renate. All’interno di quella valigetta la donna, di origini pugliesi ma da anni residente nel Lecchese, aveva molti documenti di lavoro e il computer. La segnalazione, giunta anche ai carabinieri della stazione di Besana, ha subito destato l’attenzione dell’Arma. La possibilità che nel territorio fosse giunta una banda dedita a rapine in strada aveva portato a innalzare ii controlli alle uscite della Valassina. Ai carabinieri di Besana, però, alcuni particolari non tornavano e così hanno approfondito la la vicenda. Nei giorni successivi hanno quindi convocato la donna in caserma e le hanno chiesto di precisare i dettagli della rapina. Il racconto scricchiolava e la donna ha cominciato a cadere in contraddizione fino a quando ha dovuto confessare che, in realtà, quel giorno si era persa la valigetta con i documenti e il pc e, per giustificarsi con il proprio datore di lavoro, aveva deciso di inventarsi tutto.

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