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3 feb 2022

Morte di Simone archiviata Il Tribunale: si è tolto la vita

Il 28enne di Lentate ritrovato impiccato in una ditta del Varesotto dopo essere fuggito al posto di blocco. Ma per i familiari il caso non è chiuso

Una manifestazione di amici e familiari di Simone Mattarelli: «Aveva mille motivi per vivere e nessuno per togliersi la vita» Per i consulenti di parte c’erano segni di un’aggressione
Una manifestazione di amici e familiari di Simone Mattarelli: «Aveva mille motivi per vivere e nessuno per togliersi la vita» Per i consulenti di parte c’erano segni di un’aggressione
Una manifestazione di amici e familiari di Simone Mattarelli: «Aveva mille motivi per vivere e nessuno per togliersi la vita» Per i consulenti di parte c’erano segni di un’aggressione

Il Tribunale di Busto Arsizio archivia come suicidio la morte di Simone Mattarelli, il 28enne di Lentate sul Seveso che fu ritrovato impiccato dentro una ditta ad Origgio nel Varesotto dopo essere fuggito ad un posto di controllo dei carabinieri a Desio. Ma per i familiari del giovane, che con l’avvocata Roberta Minotti si erano opposti alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura bustese, il caso non è chiuso. "Faremo tutto il possibile per chiedere nuovamente di proseguire le indagini", sostengono. Sulla vicenda era stato aperto un fascicolo penale contro ignoti per istigazione al suicidio sulla morte di Simone. Secondo la ricostruzione dei fatti, la sera del 3 gennaio 2021 il 28enne, che viveva con la madre e il fratello a Lentate (a suo carico un precedente per guida in stato di ebbrezza con la sospensione della patente di guida) non si ferma, alla guida della Bmw della mamma, all’alt dei carabinieri, che si mettono all’inseguimento chiamando anche altre pattuglie di rinforzo. Durante la corsa in auto a tutta velocità il 28enne telefona al padre, un 58enne che vive a Legnano. "Ho fatto un casino, sto venendo da te, non posso fermarmi perchè ho paura che mi uccidano", dice il giovane al genitore che, mentre parla con il figlio per capire cosa stesse succedendo, sente risuonare dei colpi di arma da fuoco. Più tardi Simone manda al padre un messaggio whatsapp con la sua posizione e nell’ultima telefonata, secondo quanto ricostruito dal genitore, lui lo sente ansimare come se stesse correndo. Poi più nulla. Il padre decide di usare la posizione ricevuta per andarlo a cercare e durante il percorso, verso le 3, arrivato a Rescaldina, l’uomo incrocia una pattuglia di carabinieri e li fa fermare azionando i fari abbaglianti. Ai militari spiega quanto accaduto e viene invitato a recarsi alla ...

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