Moto in Autodromo
Moto in Autodromo

Monza, 17 novembre 2015 - L'accordo commerciale c’è. La data pure. Ora c’è solo da ottenere le autorizzazioni per ridisegnare la pista e riottenere così la licenza di grado B. L’Autodromo di Monza si prepara a rientrare nel Mondiale Superbike. E potrebbe farlo con una tappa della carovana a fine luglio.

Terzo round italiano dopo quelli di Imola e Misano. È questa la novità (a dire il vero vociferata da mesi) del calendario (ancora ufficioso probabilmente fino a oggi) della prossima stagione. Nell’ambiente, a cominciare dalla spagnola Dorna che, oltre alla MotoGp, dal 2013 organizza il campionato delle supermoto derivate dalla serie, ormai le tre tappe sembrano date per certe. Evidentemente è stato dato peso alle rassicurazioni date dal presidente di Sias (la società che gestisce l’Autodromo), Andrea Dell’Orto, peraltro fornitore del Motomondiale.

Una fiducia che, comunque, ha un paracadute. Perché se Monza non riuscisse a farsi trovare pronta per le Superbike, il campionato potrebbe sempre far rotta sul circuito di Vallelunga, anche per il prossimo anno pista di riserva del Mondiale. Ora per l’Autodromo inizia una corsa contro il tempo. Innanzitutto per arrivare ad avere un progetto definitivo dei lavori da effettuare sulla pista, successivamente per ottenere le autorizzazioni necessarie, infine per eseguire i lavori.

Tutto entro l’inizio della stagione sportiva in primavera. L’intesa che sarebbe già stata raggiunta con Dorna è ovviamente subordinata agli interventi per portare l’Autodromo ai livelli di sicurezza degli altri impianti del campionato. Occorre allargare le vie di fuga alla Roggia, alle due curve di Lesmo, all’uscita della Ascari e presumibilmente in Parabolica dopo la parziale riasfaltatura voluta lo scorso anno dalla Fia per la Formula Uno.

Ma quello che più preoccupa sono i lavori fra la Prima Variante e la Roggia: qui è stato ipotizzato un corridoio per tagliare il curvone di Biassono e arrivare dritti alla Seconda Variante sfruttando, in parte, la vecchia pista Pirelli. Un nastro largo almeno 18 metri (16 di asfalto e altri 3 a destra e a sinistra fino alla recinzione) e lungo alcune centinaia di metri. Tutto in mezzo al verde. Con un migliaio di alberi da eliminare. In questi giorni in Autodromo dovranno scegliere a chi affidare il compito di progettare entro un paio di mesi i lavori da 3 milioni di euro (e che Sias conta di riuscire a pagare con i soldi che arriveranno dalla Regione Lombardia) per poi avviare l’iter delle autorizzazioni con Consorzio Parco e Villa, Soprintendenza e Parco Valle Lambro. Se tutto andasse nel segno tracciato da Dell’Orto, in due mesi il cantiere potrebbe riconsegnare un Autodromo di nuovo all’altezza delle gare Superbike che mancano a Monza dal 2013. Allora le presenze furono 47mila con un guadagno per la Sias di poco più di 100mila euro. Per avere un posto in calendario occorre pagare una cifra fissa, indipendentemente dagli incassi. Per la Superbike significa un impegno di non più di 400-500mila euro all’anno, in linea con le condizioni degli altri circuiti.