Mercatone Uno, dopo gli anni di grandi successi, è fallit
Mercatone Uno, dopo gli anni di grandi successi, è fallit

Cesano Maderno (Monza e Brianza), 16 settembre 2020 - Un pezzo di Mercatone Uno potrebbe finire ai cinesi di Max Factory. Continua in Brianza lo shopping del Dragone, stavolta a suscitare l’interesse sono quattro punti vendita del franchising del mobile low-cost fallito nel 2019: nel gruppetto c’è anche Cesano Maderno, oltre a Pavia, Gravellona (Piemonte) e Rubiera (Emilia). La catena di oggetti per la casa vuole approfittare dello spezzatino messo sul piatto dai commissari per salvare il salvabile, attività e dipendenti, 1.643 in cassa integrazione straordinaria fino al 23 novembre, e si è fatta avanti per acquisire i negozi che le interessano. 

Ma a due condizioni : assumere solo il 60% del personale – dei 140 posti in gioco se ne perderebbero 56 – e di selezionarli direttamente. "Inaccettabile" per i sindacati che domani per la prima volta tratteranno con la controparte. "La legge mette dei paletti per operazioni di questo genere, i dipendenti si scelgono in base a criteri ben precisi - chiarisce Matteo Moretti, segretario della Filcams-Cgil Brianza in prima linea sulla vertenza -. Sappiamo che i player del settore non fanno a gara per assicurarsi i vecchi store del Mercatone, ci sediamo al tavolo con la massima responsabilità, consapevoli, però, che sul piatto ci sono già delle provocazioni".

In bilico c’è il futuro di tante famiglie, 43 quelle brianzole sulle montagne russe da cinque anni, trascinate dalle alterne fortune del marchio sbarcato sul territorio negli anni Novanta con il vento in poppa diventando punto di riferimento per migliaia di clienti e poi finito nelle secche della crisi. Erano in tutto 55 gli esercizi coinvolti dal buco di Shernon Holding srl, la società che aveva rilevato i negozi del vecchio sponsor di Marco Pantani e che ha portato i libri in tribunale in 9 mesi dopo avere accumulato 90 milioni di euro di debiti. Un anno fa il crac, certificato dal Tribunale di Milano. Il fallimento ha trascinato con sé l’indotto, 500 aziende che vantano crediti per 250 milioni, e i loro 10mila addetti. Tutti col fiato sospeso aspettando nuove proprietà. "Mercatone Uno è una ferita aperta - conclude Moretti - stiamo facendo di tutto per trasformarla in un nuovo inizio".