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25 gen 2022

Marino, il cantore dei miti sportivi

Cunego, Bugnoe Hübner: i grandi personaggi del ciclismo e del calcio raccontati dal giornalista di Nova

25 gen 2022
Tiziano Marino (a destra) con Bugno
Tiziano Marino (a destra) con Bugno
Tiziano Marino (a destra) con Bugno
Tiziano Marino (a destra) con Bugno
Tiziano Marino (a destra) con Bugno
Tiziano Marino (a destra) con Bugno

Aveva anche provato a cimentarsi nel ciclismo a livello giovanile, con la maglia della Polisportiva di Nova. Ma alla fine ha ottenuto risultati più brillanti nel calcio: in quello a 11, sempre il club novese, ha vinto il titolo provinciale con la formazione juniores. Nel calcio a cinque, invece, ha militato nella compagine Under 21 della Domus Bresso, società che con la prima squadra partecipa al campionato di serie B. Ma la passione per lo sport delle due ruote non ha mai abbandonato Tiziano Marino. Che, una volta diventato giornalista, si è impegnato a fondo per raccontare in un libro le imprese di qualche campione del pedale. Un’operazione che dapprima gli è riuscita con il ritratto di Damiano Cunego ("Purosangue. Il Piccolo Principe, un campione pane e acqua") e adesso con un volume dedicato al campione monzese Gianni Bugno, dal titolo "Per non cadere. La mia vita in equilibrio". La prefazione è di Romano Prodi, già presidente del Consiglio dei Ministri, grande appassionato di ciclismo. Il 33enne giornalista di Nova Milanese tra queste due iniziative editoriali ha trovato anche il tempo per documentarsi sulle vicende calcistiche dell’ ex attaccante di Brescia e Piacenza Dario Hübner. Il risultato è stato il libro "Mi chiamavano Tatanka. Io, il re operaio dei bomber di provincia". Dei tre volumi, tutti pubblicati da Baldini + Castoldi, Tiziano Marino è stato il coautore insieme ovviamente ai diretti interessati. "Cunego – precisa Tiziano – era il mio idolo. L’ho conosciuto, grazie a un comune amico, quando ha chiuso con l’attività agonistica. Delle vittorie di Bugno, invece, per motivi anagrafici non avevo una conoscenza diretta". Una "lacuna" incolpevole che l’autore ha colmato sia parlando più volte con Bugno, sia intervistando i direttori sportivi e i corridori di quel periodo. Un ritorno al passato ciclistico che gli ha permesso ...

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