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11 feb 2022

"Malaspina rovinato (anche) dall’ecomostro"

L’avvocato Santamaria chiamato in Tribunale a difesa dell’immobiliarista di Vimercate arrestato

L’avvocato Bruno Santamaria
L’avvocato Bruno Santamaria
L’avvocato Bruno Santamaria

Anche l’avvocato Bruno Santamaria al processo al Tribunale di Monza su Giuseppe Malaspina. Il noto legale amministrativista e urbanista monzese è stato chiamato ieri a testimoniare dalla difesa del costruttore vimercatese imputato di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, false fatturazioni e altri reati fiscali insieme ad avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti e dipendenti ritenuti dai pm della Procura di Monza Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo tutti collaboratori assoldati per fare il suo ‘gioco sporco’. Malaspina respinge invece l’accusa di avere utilizzato una ‘corte dei miracoli’ per tentare di salvare il suo patrimonio immobiliare milionario dal fallimento facendo “carte false”, sostenendo che è stato il crollo del mercato immobiliare a spezzare le gambe al suo gruppo di società. E anche gli ostacoli burocratici nel rapporto con le amministrazioni comunali. Uno degli esempi portati dall’avvocato Santamaria, che ha seguito per Malaspina molte pratiche edilizie, è quello della questione ancora irrisolta del cosiddetto ‘ecomostro’ di Villasanta, l’hotel con i due piani abusivi, iniziato e mai finito, costruito dalla poi fallita società “Villasanta Village”. "L’intervento prevedeva attività ricettive, residenze e un centro natatorio che era stato fortemente voluto dal Comune e per cui Malaspina aveva già trovato un acquirente - ha ricostruito davanti ai giudici Bruno Santamaria -. Invece per la questione dello scheletro di due piani aggiuntivi realizzati prima che il Comune provvedesse alla modifica della convenzione per lo spostamento all’interno del progetto iniziale, l’Amministrazione comunale ha chiesto 400mila euro. Ci siamo offerti di pagare a rate, mostrando al Comune tutte le garanzie e spiegando che Malaspina aveva dovuto procedere con i lavori perché altrimenti le banche non gli davano più i finanziamenti, invece è arrivata l’ordinanza di demolizione. Abbiamo fatto ricorso al Tar che aveva sospeso l’ordinanza per carenza di motivazione ed era in corso una richiesta di risarcimento dei danni per 1 milione ...

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