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20 giu 2022

L’Ortofficina, impresa agricola a km 0

20 giu 2022
Il tecmotecnico Alberto Vavassori, Nicola Scalise, agronomo, Matteo Sala, laurea in agraria e Marco Fossati esperto di marketing
Il tecmotecnico Alberto Vavassori, Nicola Scalise, agronomo, Matteo Sala, laurea in agraria e Marco Fossati esperto di marketing
Il tecmotecnico Alberto Vavassori, Nicola Scalise, agronomo, Matteo Sala, laurea in agraria e Marco Fossati esperto di marketing
Il tecmotecnico Alberto Vavassori, Nicola Scalise, agronomo, Matteo Sala, laurea in agraria e Marco Fossati esperto di marketing
Il tecmotecnico Alberto Vavassori, Nicola Scalise, agronomo, Matteo Sala, laurea in agraria e Marco Fossati esperto di marketing
Il tecmotecnico Alberto Vavassori, Nicola Scalise, agronomo, Matteo Sala, laurea in agraria e Marco Fossati esperto di marketing

Fino allo scorso anno faceva il termotecnico, progettista di impianti industriali.

Poi ha deciso che produrre beni concreti, anzi commestibili avrebbe dato maggiore soddisfazione e ritmi di vita diversi, di pari passo con l’incedere della natura nelle stagioni.

E così Alberto Vavassori, insieme a tre amici Nicola Scalise, agronomo, e Matteo Sala, laurea in agraria e Marco Fossati esperto di marketing (tutti tra i 26 e i 30 anni) ha dato vita all’Ortofficina, un’azienda agricola in via FiumePisacane a Nova che coltiva e vende... ben più che a chilometro zero. I loro clienti sono per la maggior parte residenti dei palazzi vicini, che vedono nascere e crescere i prodotti nell’orto sotto casa. Infatti grazie a un bando del Comune di Nova i quattro imprenditori agricoli hanno avuto in comodato gratuito due ettari di terreno, in cui coltivano ortaggi, allevano le api per la produzione di miele e 30 galline.

Producono circa 500 chili di verdura alla settimana, seguendo ovviamente la stagionalità. Tutto viene raccolto in giornata e venduto da lì a poco.

A volte i clienti devono aspettare la raccolta, quindi non ci sono giacenze né spreco. Si dividono i compiti fra trapianto, lavoro del terreno, vendita diretta al campo e consegna a domicilio. Nell’ultimo anno si è liberato un altro terreno in cui i giovani hanno chiesto di poter mettere a dimora il grano: "è il nostro primo esperimento in itinere - dice Alberto - abbiamo seminato lo scorso autunno e poi irrigato, ma la pioggia scarsa ha tenuto indietro il raccolto". Hanno piantato una ventina di alberi da frutta (ciliegi, fichi, cachi e susini) ancora piccoli che per il momento non danno ancora prodotti comercialmente interessanti, perciò vendono solo ortaggi, ai Gruppi di acquisto solidali e ai Gruppi di acquisto familiari (che accorpano famiglie numerose), per un totale di circa 120 nuclei familiari. La gente passa, vede le coltivazioni e si instaura un rapporto fiduciario tra produttore e consumatore. I giovani produttori comunicano tramite i loro profili social quali sono i prodotti disponibili per la settimana e gli orari di vendita. "Il nostro è un canale di vendita parallelo alla grande distribuzione - dice Alberto - chi sceglie di acquistare da noi non lo fa per risparmiare, ma per una scelta etica diversa. In questo senso possiamo dire di non soffrire la concorrenza dei grandi mercati. La gente sceglie noi per staccarsi dal canale delle grandi catene di vendita".

C.B.

© Riproduzione riservata

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