I carabinieri fuori dalla casa di Limbiate nella quale l’uomo ha esploso un colpo contro il figlio
I carabinieri fuori dalla casa di Limbiate nella quale l’uomo ha esploso un colpo contro il figlio

Monza, 9 febbraio 2019 - «Lo sapevo che finiva così...due anni fa ha cercato di ammazzare me e mio figlio col machete, adesso ha sparato a mio fratello». È sconvolta Angela Spensierato. Il padre Angiolino, pluripregiudicato di 65 anni residente a Limbiate, ieri mattina ha sparato al figlio Luca, 37 anni, ferendolo alla coscia destra. Poi lo ha picchiato. Quindi ha aggredito anche la fidanzata, intervenuta per fermarlo. A bloccarlo ci hanno pensato i carabinieri della compagnia di Desio, che lo hanno arrestato per lesioni aggravate. Il movente: questioni familiari, legate alla proprietà della casa, dopo che due anni fa la moglie era venuta a mancare. Il 37enne, ricoverato in ospedale a Monza, non è in pericolo di vita.

Tutto comincia alle 12.30, in una modesta palazzina di via Filippo Turati. Qui il 65enne vive con il figlio Luca. E i litigi sono all’ordine del giorno. Ieri l’uomo prende una pistola, urla e spara al figlio. Poi aggredisce anche la fidanzata arrivata in soccorso del figlio. «È proprio lei che mi ha chiamato – racconta Angela – Io abito 200 metri più avanti, ho infilato le scarpe e sono corsa». Poi l’uomo getta la pistola, che non è ancora stata trovata. Lanciato l’allarme sul posto arrivano ambulanze e l’elisoccorso, i carabinieri e la polizia locale. Il violento è ancora lì, non è scappato. Anzi, nega di avere sparato. «Già due anni fa lo avevamo denunciato – dice la figlia – Ci minacciava, diceva che la casa era sua, che dovevamo andare via. In vita sua ne ha combinate tante, non sapevo che si fosse procurato una pistola...».