Le forze dell'ordine a Greenland
Le forze dell'ordine a Greenland

Limbiate (Monza e Brianza), 31 agosto 2017 - Ruspe in azione ieri mattina a Città Satellite, in quello che un tempo era il grande parco divertimenti Greenland. Scortati da carabinieri, Polizia locale e Polizia del Parco delle Groane, gli escavatori sono entrati in azione in una piccola fetta della grande distesa verde in cui fino 10 anni fa si poteva trovare ancora qualche giostra in funzione, di quello che negli anni ‘80 era un centro d’attrazione aperto tutto l’anno per migliaia di famiglie da tutto l’hinterland milanese e non solo. Per il momento le ruspe hanno liberato un piazzale trasformato di fatto in discarica di rifiuti, davanti al vialetto in cui sono posizionate le case mobili delle famiglie di giostrai che vivono ancora qui.

"Dovevamo dare un segnale, la nuova proprietà è intenzionata a fare sul serio, ma l’acquisizione dell’area può essere perfezionata solo quando i terreni saranno liberati",spiega il geometra Antonio Florio, delegato della proprietà.

"Abbiamo in mano tutti i titoli per eseguire lo sfratto, d’accordo anche con la prefettura, per questo abbiamo chiesto il supporto della forza pubblica ma per fortuna oggi non ce n’è stato bisogno, perché abbiamo dialogato con i residenti, spiegando la nostra disponibilità a concedere ancora una proroga di un paio di mesi per trovare una soluzione alternativa, ma intanto cominciamo a pulire qui intorno".

"La nuova proprietà ha intenzione di ripartire almeno con i locali di ristorazione già dalla prossima primavera", aggiunge Mauro Guarda, da 8 anni custode della grande area verde inserita nel Parco delle Groane. La proprietà ha il pieno appoggio dell’Amministrazione comunale: "Per noi è fondamentale innanzitutto il recupero ambientale di quell’area - dice il sindaco Antonio Romeo -Ci sono tonnellate di rifiuti accumulati negli anni che devono essere rimossi, per dar vita poi ad un luogo attrattivo per le famiglie, per i bambini, che sia un’occasione di sviluppo per Limbiate. Io credo molto in questo progetto e farò il possibile perché venga realizzato. È anche una questione di legalità: c’è un’ordinanza di sgombero del 2013 che deve essere fatta rispettare. Nei prossimi giorni affronteremo caso per caso le situazioni dei residenti".

"Siamo rimaste 5 o 6 famiglie, una ventina di persone in tutto, in questa parte dell’area, poi ci sono quelle dall’altra parte, che sono su un terreno di una proprietà diversa - spiega Fatima Bailo, che è qui da più di quarant’anni -. Lavoravamo nel parco giochi, da dieci anni ci dobbiamo arrangiare con qualche lavoretto temporaneo, spero che il Comune trovi una soluzione per noi".