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3 apr 2022

Le previsioni in Lombardia: sarà sostituito solo il 26%

Tra quanti usciranno nei prossimi anni soltanto uno su 4 verrà rimpiazzato. Monti: "Programmazione nazionale sbagliata, ora puntiamo sugli specializzandi"

La situazione drammatica della carenza di medici di famiglia sta convolgendo sempre più comuni in Brianza, come in Lombardia e "come in tutta Italia, perché l’emergenza è nazionale, anche se a qualcuno fa comodo puntare il dito solo sulla Lombardia", dice il consigliere regionale Andrea Monti (Lega). Il caso di Limbiate è emblematico, oggi sono in servizio 15 medici per 34mila abitanti, a metà degli anni ‘80 ce n’erano 28 compresi i pediatri, come ha recentemente ricordato il dottor Luciano Camerra, arrivato ad accettare l’aumento del massimale fino a 2000 pazienti (rispetto ai 1500 previsti dallo standard). Il problema è che i medici non ci sono e quei pochi che ci sono scelgono altre destinazioni professionali anziché quella di medico di medicina generale.

"Per avere una fotografia immediata della situazione odierna e soprattutto futura – dice Andrea Monti c’è il rapporto tra i medici di base in uscita nei prossimi anni e quelli che entreranno. Perché, non dobbiamo dimenticarlo, per formare un medico ci vogliono anni, quindi la programmazione deve partire da lontano. In Italia, nel periodo 2022-2028, sono previsti 27.301 medici di base in uscita, che verranno sostituiti solo da 8.631 giovani medici in entrata, pari al 32%. Questo si traduce in una riduzione di medici pari a 18.670 unità. Solo due Regioni invertono la tendenza generale, ovvero solo due regioni nei prossimi 7 anni vedranno un numero maggiore di nuovi Mmg rispetto a quelli in uscita. Si tratta della Valle d’Aosta (4 unità in più) e il Trentino (14 unità in più). Sono due regioni a statuto speciale, ovvero godono di maggiore autonomia. Veniamo alla Lombardia: ci saranno 3.925 medici di base che usciranno dal sistema e verranno sostituti solo da 1.001, pari al 26%. È il dato peggiore tra le regioni? No. Il Lazio prevede un ricambio che si ferma al 25%, la Sicilia il 23%, l’Abruzzo il 21% e via fino al dato più basso della Sardegna, con il 10%. Il Veneto avrà un ricambio pari solo al 32%, la Campania al 28% e la mitologica Emilia Romagna si ferma al 36%. Tutte le Regioni patiranno un saldo gravemente negativo". Per Monti si tratta di "una programmazione sbagliata del Governo e dei tagli sanguinosi attuati dagli ultimi governi nella Sanità".

Come uscirne? Per esempio finanziando più borse di studio rispetto alle pochissime finanziate a livello nazionale. "Regione Lombardia può integrare finanziando con risorse proprie ulteriori borse di studio, come del resto ha fatto nel triennio 2018-2021 con ulteriori 35 borse di studio. Ma lo può fare solo utilizzando le risorse del Fondo Sanitario Nazionale, ovvero dovrebbe ridurre le prestazioni sanitarie del nostro sistema. Regione Lombardia ha approvato le linee di sviluppo del corso di formazione in medicina generale, prevedendo l’attuazione del tirocinio professionalizzante. Gli specializzandi potranno sostituire alcune attività teoriche con la pratica sul campo e la conseguente assegnazione di un massimo di 1.000 assisti. Questo consentirà di coprire ogni anno le esigenze di circa 300mila cittadini. Inoltre Regione Lombardia ha fissato a 1.000 il numero massimo di assistiti per i medici in formazione ed è il valore definito più alto già in deroga rispetto alla normativa nazionale".

Ga.Bass.

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