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5 mag 2022

La storia di David e dei suoi compagni diventa un libro dell’inclusione

Dieci tavole con disegni e pensieri semplici assemblati con l’aiuto dei bambini della primaria Omero: "Così siamo diventati amici"

Il libro “Lui c’è, noi ci siamo“ è stato presentato nei giorni scorsi a coronamento della mostra “Autismo in PopCorn“
Il libro “Lui c’è, noi ci siamo“ è stato presentato nei giorni scorsi a coronamento della mostra “Autismo in PopCorn“
Il libro “Lui c’è, noi ci siamo“ è stato presentato nei giorni scorsi a coronamento della mostra “Autismo in PopCorn“

La storia di David e dei suoi compagni della scuola primaria Omero diventa un libro per imparare l’inclusione. Presentato nei giorni scorsi a coronamento della mostra “Autismo in PopCorn“, nella sala espositiva del teatrino della Villa reale il libro “Lui c’è, noi ci siamo“. Si tratta di un manufatto di 10 tavole con disegni e pensieri semplici, redatto dalle insegnanti Monica Artesani, Manuela Ripamonti e dall’educatore illustratore Davide Ronchi e assemblato con l’aiuto dei bambini, che racconta l’impatto di David (un bambino con grave disabilità) nella scuola e la relazione con i compagni. Con immagini semplici, assemblate dai bambini, il lavoro racconta l’ingresso a scuola di David: era agitato, sbatteva le braccia come una farfallina, non stava seduto, non si rapportava con insegnanti e compagni, rimasti disorientati e spaventati. "Abbiamo guidato i bambini a rapportarsi con lui – spiega la maestra Artesani – a cercare il suo sguardo, a parlargli, costruendo con lui il tappeto su cui leggevamo le storie, come giocare, emozionandosi quando sorrideva o giocava con le foglie. A mensa quando non stava seduto, erano i compagni stessi che lo andavano a recuperare, mostrandogli come stare a tavola, come allontanare il piatto quando era sazio (senza buttarlo per terra) o ad alzare la mano per ghiedere il bis". Al termine del ciclo della scuola primaria, i bambini, stimolati su cosa portare con sè verso la scuola media, hanno optato per l’amicizia con David: "Abbiamo imparato – dicono – che l’amicizia è un modo per guardare gli altri; quello che all’inizio spaventa diventa ricchezza". L’evento e la mostra voluti dagli assessorati ai Servizi sociali e all’Istruzione sono stati occasione per chiarire la situazione sui Centri di inclusione (ex Cse) presenti alla scuola di San Fruttuoso, alla Omero e alla Raiberti.

Nei giorni scorsi, alle scuole di San Fruttuoso serpeggiava l’allarme per l’ eliminazione imminente dei Centri di inclusione dalle scuole, per portarli altrove, con personale di cooperativa. "I servizi ci sono e rimangono nelle rispettive scuole – smentisce Daniela Perla coordinatrice Servizi sociali – dal 1984 hanno salvaguardato, in collaborazione con le famiglie, la tutela del diritto allo studio nella quotidianità della scuola". A causa di prepensionamenti e spostamenti interni, come sottolinea l’assessore Désirée Merlini, verrà dato in appalto a una cooperativa, aumentando, da 66 a 72 le ore degli educatori disponibili. Cristina Bertolini

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