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2 giu 2022

La denuncia del Cartoccino "La scuola è un colabrodo"

Lettera aperta del Consiglio d’istituto sui disagi alla materna di Cederna. Nel mirino intonaci che si staccano, freddo in classe e pioggia dal tetto

2 giu 2022
cristina bertolini
Cronaca
Genitori e insegnanti chiedono più attenzione per la scuola di periferia
Genitori e insegnanti chiedono più attenzione per la scuola di periferia
Genitori e insegnanti chiedono più attenzione per la scuola di periferia
Genitori e insegnanti chiedono più attenzione per la scuola di periferia
Genitori e insegnanti chiedono più attenzione per la scuola di periferia
Genitori e insegnanti chiedono più attenzione per la scuola di periferia

di Cristina Bertolini

Una scuola che fa acqua da tutte le parti. "Per i nostri figli vogliamo attività, educazione e divertimento; non intonaci che si staccano, freddo in classe e pioggia dal tetto".

È di questo tono la lettera aperta alla città del Consiglio d’istituto del comprensivo di via Correggio, per lamentarsi delle gravi carenze strutturali della scuola dell’infanzia “Il Cartoccino“, nel quartiere Cederna.

Dopo anni di pazienza e silenziosa attesa, i rappresentanti di classe e le maestre escono allo scoperto, con una lettera aperta alla città. "Siamo indignati, delusi e ci sentiamo presi in giro da una politica che non mette al centro il bene dell’individuo. La scuola è un luogo di formazione indispensabile soprattutto per i bambini – scrivono – E come tale ha bisogno della sua dignità, anche a livello strutturale".

Da anni si susseguono mail e pec per segnalare che il tetto della scuola è pieno di buchi e infiltrazioni: alcune zone sono inagibili, l’ambiente è pieno di umidità, la vernice si stacca dalle pareti, sbriciolandosi nell’aria. Ogni anno, come ricordano i genitori, i lavori vengono messi a bilanco dal Comune, ma poi puntualmente c’è qualcosa di "più urgente" e i fondi vengono spostati.

L’ultima promessa dell’assessore ai Lavori pubblici Simone Villa risale allo scorso anno: "In una lettera del 31 maggio 2021 – ricordano i genitori – ci garantiva la fattibilità del lavoro entro la primavera e la sicurezza dei fondi".

Famiglie e insegnanti hanno atteso in silenzio anche quando il Comune, con vari mesi di ritardo, ha messo dei pannelli di legno per separare gli ambienti comuni della scuola durante il Covid, costringendo i bimbi a non poter uscire dalle aule.

Con pazienza i genitori hanno riportato a casa i bambini ogni lunedì, quando le aule erano fredde, a volte sotto i 16 gradi. Negata anche la sostituzione dei due cavi di metallo ammalorati che sorreggono il cancello d’ingresso: l’amministrazione aveva promesso una cancellata nuova e quindi sarebbe una spesa inutile. "Pensiamo di aver atteso abbastanza in silenzio e nessuna risposta ufficiale è mai arrivata – scrivono i genitori senza mezzi termini – a tutte le nostre segnalazioni, fatte dai rappresentanti, dalle maestre, dalla preside Anna Cavenaghi e dal Consiglio d’Istituto. Questa lettera serve quindi per esprimere pubblicamente tutta la nostra indignazione e la nostra delusione nei confronti delle istituzioni che per prime avrebbero dovuto tutelare la salute e il benessere dei bimbi di Monza".

Concludono le famiglie: se in questi cinque anni il sindaco o qualche assessore fossero venuti almeno una volta a visitare “Il Cartoccino“ scuola di periferia, avrebbero potuto verificare personalmente che la scuola fa acqua da tutte le parti.

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