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9 mag 2022

La chiesa di San Pietro Martire torna a vivere grazie alla musica

Una stagione di concerti per riaprire e restaurare il gioiello monzese voluto dai Domenicani

cristina bertolini
Cronaca
Un vecchio concerto in chiesa: ora è sempre chiusa ad eccezione di domenica sera
Un vecchio concerto in chiesa: ora è sempre chiusa ad eccezione di domenica sera
Un vecchio concerto in chiesa: ora è sempre chiusa ad eccezione di domenica sera

di Cristina Bertolini

Parte dai monzesi l’appello per il restauro della chiesa di San Pietro Martire, una delle più belle chiese nel cuore della città. Gli Amici della musica, in collaborazione con il Gruppo amici di San Pietro Martire, hanno pensato di dedicare al progetto una serie di concerti nella chiesa stessa con l’intento di richiamare l’attenzione della cittadinanza su questo bene prezioso e contribuire al restauro.

Il primo si è svolto ieri, con l’Insubria chamber orchestra diretta da Giorgio Marini, che ha proposto brani di Mendelsshon e Bach, tra cui lo Stabat Mater.

"A giugno si esibirà la Corale San Biagio – anticipa Tiziana Gori, presidente degli Amici della musica – a luglio il quartetto d’archi Erinni e a settembre l’Ensemble Liviabella". Già raccolto anche l’aiuto dell’Unione commercianti. "Ci proponiamo di chiedere il sostegno anche della Fondazione Monza e Brianza – continua Gori – per il momento abbiamo voluto partire con una piccola iniziativa. Purtroppo la chiesa rimane praticamente sempre chiusa ad eccezione della messa della domenica alle 21. L’ingresso è di soli 7 euro, un costo davvero simbolico, per dar modo a tutti non solo di godere di un bel concerto, in un luogo suggestivo, ma anche di dare un piccolo contributo".

La chiesa non gode di buona salute, nonostante le diverse opere di restauro che si sono susseguite nei secoli: i lavori si rendono necessari per salvaguardare il pavimento in marmo ammalorato, l’impianto di riscaldamento e l’impianto audio. Il complesso risale agli esordi del XIV secolo, con l’Ordine dei frati predicatori Domenicani, negli anni Ottanta del 1200.

Grazie all’appoggio della famiglia dei Visconti, gli Ordini Mendicanti riuscirono a mantenere un posto di grande prestigio all’interno della città, dando impulso a opere architettoniche ed artistiche che disegnarono il nuovo volto di Monza. I Domenicani, partendo dalla Chiesa milanese di Sant’Eustorgio, casa madre dell’ordine, fondarono e promossero nuove devozioni in varie zone e località della Brianza; a Monza rimasero fino al XVIII secolo.

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