Mattia Del Zotto
Mattia Del Zotto

Nova Milanese (Monza), 3 settembre 2018 - Un settembre caldo per i processi attende il Tribunale di Monza. È partito il conto alla rovescia per la ripresa dell’attività penale ordinaria dopo la pausa estiva, in cui la Giustizia monzese si occupa soltanto delle questioni urgenti ed indifferibili, mettendo a disposizione a turno un magistrato per i processi con rito direttissimo e un altro per le convalide dei fermi per gli imputati arrestati in flagranza di reato. Per i giudici del Tribunale monzese il ritorno dietro gli scranni sarà subito impegnativo. Perché il primo appuntamento previsto per il 10 settembre è il processo con il rito abbreviato nei confronti di Mattia Del Zotto, il 27enne di Nova Milanese che ha confessato di avere cercato di sterminare con il veleno nelle bottiglie dell’acqua "gli impuri", uccidendo i nonni e una zia paterni e mandando in ospedale altri quattro parenti e la badante.

Si attende l’esito della terza perizia psichiatrica per il killer del tallio, disposta dal giudice per le udienze preliminari Patrizia Gallucci dopo i risultati contrastanti delle consulenze di accusa e difesa. Per l’esperto nominato dal pm monzese Carlo Cinque, Mattia Del Zotto risulta soltanto parzialmente infermo di mente: era pazzo quando ha deciso di sterminare il parentado, ma era sano di mente quando ha lucidamente pianificato come mettere in atto il suo folle piano di morte. Un disturbo mentale definito parafrenia, che porta chi ne è affetto a vivere una doppia vita, una doppia personalità, tra il delirio della guerra contro gli idolatri e la normale quotidianità. Il giovane era invece totalmente incapace di intendere e di volere per lo psichiatra nominato dalla difesa dell’imputato.