Assan Baajile ha 28 anni e arriva dal Gambia, è in Italia dal 2014
Assan Baajile ha 28 anni e arriva dal Gambia, è in Italia dal 2014

Monza, 3 marzo 2020 -  «L’Italia è un bel Paese, mi trovo bene e voglio rimanere qui. Dove ho trovato il lavoro, una casa e tanti amici. Sia africani che italiani...". Assan Baajile, 28enne del Gambia, è un caso concreto di come l’integrazione sia possibile. E come si possa arrivare da lontano, senza niente, a caccia di un futuro migliore, e trovare qui delle occasioni di inserimento. A patto di cercarle, volerle, inseguirle: comportandosi in maniera impeccabile, studiando l’italiano, facendo sacrifici. Grazie anche alla rete di sostegno sul territorio. Era il dicembre 2014 quando sbarcò in Italia. Un paio di passaggi intermedi e poi l’arrivo sul nostro territorio, con il progetto messo in campo dal Consorzio Comunità Brianza. Da allora a oggi: una casa presa in affitto a Monza con un connazionale, un lavoro qui in Brianza tramite cooperativa sociale, un altro lavoretto come rider a Milano, a consegnare pranzi a domicilio. E la scuola guida iniziata, per poter prendere la patente. "Sono impegnato sette giorni su sette - sorride Assan, mentre si riposa nella sua abitazione di via Campanella - nei pochi momenti liberi guardo Netflix oppure le partite del mio Manchester United e del campionato italiano".

Un gran lavoratore. "Qui mi trovo bene, non ho mai avuto problemi di razzismo o situazioni del genere - spiega -. Ho cercato la mia strada e la sto trovando, anche se aspetto la sentenza definitiva per avere il permesso di soggiorno permanente. Adesso, devo ancora rinnovarlo in Questura ogni sei mesi". Una complicazione, per tante cose: "Ad esempio non posso fare un contratto di lavoro fisso ma è sempre di sei mesi - dice -. Comunque, spero di farcela prima possibile". Nel frattempo, tassello dopo tassello, ha costruito qui il puzzle della sua vita: "Con la cooperativa faccio tante cose - racconta -. In particolare, apro la mattina e chiudo la sera i cancelli di 22 parchi e giardini di Monza, per tutti i giorni della settimana compreso il weekend. Poi lavoro a un distributore di metano in via Stucchi e a volte faccio dei traslochi". Sempre con grande umiltà, disponibilità, gentilezza. E per cercare di arrivare a fine mese in maniera dignitosa, si è cercato anche un altro lavoro, riuscendoci. È così entrato nella schiera dei cosiddetti rider che sfrecciano per le nostre città con le bici e i contenitori per il pranzo da portare a casa dei clienti più "pigri": "E’ un lavoro duro - racconta -, funziona a chiamata. Adesso siamo in tanti e quindi mi contattano due o tre volte a settimana. La paga dipende in base ai chilometri da percorrere, dai 5 ai 7 euro a consegna".