Monza, 23 novembre 2017 - Ricostruire le ore precedenti al tragico incidente stradale in viale Fermi dove ha perso la vita il piccolo Liam e sono rimasti feriti gravemente i suoi genitori. È l’obiettivo che hanno ora le indagini della polizia locale di Monza, coordinata dal sostituto procuratore monzese Alessandro Pepè, per fare luce sulle cause che hanno portato alla morte del bambino di neanche due settimane di vita. Gli inquirenti vogliono capire dove hanno trascorso la notte il papà 20enne e la mamma 19enne del neonato, che spesso veniva accudito dalla nonna materna che abita in zona, sentendo le testimonianze di parenti e amici della coppia di origine ecuadoriana che ieri è stata dimessa dall’ospedale. Mamma e papà, però, non sono ancora in grado di affrontare un incontro con gli investigatori e sono seguiti da uno psicologo per riuscire ad affrontare il trauma dell’incidente. Solo in un secondo momento potranno essere interrogati. Perché occorre ancora capire anche come mai il capofamiglia (ora indagato di omicidio colposo e lesioni colpose) aveva nel sangue la quantità limite di 50 grammi per litro di alcol ancora l’indomani mattina quando guidava la Fiat Punto finita violentemente contro il guard rail.

Un livello di alcol al limite della norma (il prelievo del sangue è stato eseguito dopo alcune ore dall’incidente) ma comunque eccessivo per un neopatentato sotto i 21 anni per cui la legge vieta assolutamente l’assunzione di sostanze alcoliche. Intanto l’autopsia eseguita sul corpicino del piccolo Liam ha confermato che il neonato è morto per diversi traumi dovuti al violento impatto. Dal racconto dei primi testimoni e dalla ricostruzione della polizia locale monzese, il neonato non era legato nell’apposito seggiolino, ma probabilmente era in braccio alla mamma sul sedile posteriore ed è rimasto sepolto dalle coperte dopo il tremendo schianto dell’utilitaria. Non è escluso che la 19enne stesse allattando Liam o avesse appena finito di allattarlo, perché il piccolo vomitava copiosamente quando il primo soccorritore, un uomo alla guida di un furgone bianco ora attivamente ricercato come testimone dai vigili urbani, lo ha stanato dal cumulo di coperte e l’ha sollevato togliendolo dalle lamiere contorte della vettura dove il padre era rimasto incastrato e la madre era stata sbalzata tra i sedili posteriori e quelli anteriori. Ancora tanti i misteri, invece, sulle modalità dell’incidente. Secondo la ricostruzione finora eseguita dagli inquirenti, l’unica cosa certa è che la Fiat Punto stava viaggiando intorno alle 10 in direzione di Milano (la coppia abita a Bussero) quando improvvisamente il 20enne, all’altezza della cuspide che divide le due diramazioni della strada, ha carambolato contro il guard rail. Il filmato di una videocamera presente nella zona dell’incidente mostra l’utilitaria che improvvisamente cambia direzione, schiantandosi.