Ambulanza in autostrada
Ambulanza in autostrada

Monza, 18 gennaio 2020 - Di certo c'è solo la sua descrizione. Età apparente sui sessantacinque anni, vestito in maniera più che adeguata per i rigori dell’inverno: un piumino nero, un paio di jeans, scarpe da ginnastica. E, purtroppo, nessun documento che potesse aiutare a identificarlo. Questo lo scarno profilo a disposizione al momento per descrivere l’uomo che, nella tarda serata di venerdì, ha inforcato la sua bicicletta - una bici da donna con cestino - e si è diretto verso Agrate, ha superato il casello dell’autostrada A4 e ha cominciato a percorrere l’arteria in direzione di Venezia. Una scelta pericolosissima, oltre che proibita. E che si è conclusa in tragedia.

Percorso all’incirca un chilometro e mezzo, sempre rimanendo sulla prima corsia o al massimo a cavallo con la corsia di emergenza, l’uomo è stato travolto da una macchina. Erano le 23.48 quando è stato dato l'allarme. Dicono gli agenti della polizia stradale di Seriate, competenti sul quel tratto di strada e che sono immediatamente intervenuti assieme a un’ambulanza e a un’auto medica inviate dal 118 in codice rosso, che l’uomo è morto sul colpo.
Fatti i rilievi del caso, sono scattate le indagini per riuscire a dare un nome alla vittima. Sul posto sono intervenuti ieri in mattinata anche gli agenti della polizia scientifica mentre i dati del morto sono stati trasmessi a tutti i comandi, nella speranza che fosse stato fotosegnalato in passato. La ricostruzione dei fatti dice che il ciclista proveniva dal peduncolo sulla A52 a Monza e ha superato il casello autostradale sulla Milano Est.

L’ipotesi è che abbia perso l’orientamento e, per ragioni tuttora ignote, fosse in stato confusionale quando ha imboccato l’autostrada. Anche se è difficile immaginare che non se ne sia accorto, dato che la strada è illuminata e la barriera del casello è ovviamente ben visibile. L’ipotesi comunque è che l’uomo, data anche la non giovanissima età, non provenisse da molto lontano. La macchina che lo ha investito è una Skoda al cui volante si trovava un uomo di Brescia, A.F., quarantotto anni, che appena si è accorto di quanto successo ha arrestato la sua marcia chiamando i soccorsi. Peraltro la polizia stradale era già sulle tracce del ciclista, dato che al comando erano giunte almeno tre segnalazioni da parte di automobilisti che si erano imbattuti nella bicicletta in un luogo tanto insolito quanto pericoloso. Non hanno fatto però in tempo a fermarlo in tempo. Del caso è stata informata la Procura di Monza.