BARBARA CALDEROLA
Cronaca

Il caro bollette taglia il bonus. Casa di riposo in rosso. Quest’anno niente premio

I sindacati contro i vertici della San Giuseppe per chiedere "il riconoscimento dell’impegno". La replica: nessuna chiusura, ma per ripianare i debiti chiediamo sacrifici a tutti. Anche agli ospiti.

Il caro bollette taglia il bonus. Casa di riposo in rosso. Quest’anno niente premio

Il caro bollette taglia il bonus. Casa di riposo in rosso. Quest’anno niente premio

Salta la trattativa sul premio di risultato, sindacati all’attacco sul "trattamento riservato al personale della San Giuseppe". Non una semplice casa di riposo, ma un punto di riferimento storico per il territorio e le famiglie con una tradizione granitica alle spalle. Da un anno, però, secondo Fp-Cgil e Fisascat-Cisl, vacillerebbe: "La nuova direzione e il nuovo consiglio di amministrazione hanno impresso un altro corso alle relazioni sindacali e non certo in meglio", spiegano Simone Cereda e Cristina Beghin. Lunedì, hanno lasciato il tavolo dopo il “no“ al premio per il 2023, "c’era già stata chiusura sul 2022", per via dei conti in rosso della Rsa, "ma questa non ce l’aspettavamo. Parliamo di un riconoscimento una tantum che va da 600 a 800 euro l’anno, basato sulle presenze, a fronte di stipendi in media di 1.200 euro lordi".

A innescare il diniego sarebbero stati i 526mila euro di passivo a bilancio l’anno scorso frutto di rialzi e caro bollette "solo di luce e gas abbiamo dovuto sborsare 280mila euro", spiega Carla Riva, presidente della Fondazione che gestisce la struttura. Per le sigle e le lavoratrici (138 persone, di cui 13 liberi professionisti e 4 tirocinanti) "la situazione si riflette anche sull’assistenza, il personale è calato, molti colleghi sono andati via e il rapporto operatori-ospiti diminuisce, soprattutto di notte – spiega Marta Penafiel della Rsu –. Presto servizio qui da 24 anni e come me tante altre Asa, non lo facciamo solo per i soldi. Vorremmo che ci fossero riconosciuti impegno e dignità". Il direttore Stefano Cipolla respinge ogni addebito: "Siamo sempre aperti al confronto e stavolta non facciamo eccezione. Possiamo discutere i criteri di assegnazione del premio per il 2024. Procedure, processi e ogni rapporto devono essere chiari, in questo senso la Casa è diventata un’azienda e così deve essere per il rispetto che dobbiamo innanzitutto ai nostri assistiti". "Abbiamo anche aumentato le rette di 5 euro al giorno, il nuovo corso scatterà a gennaio (oggi l’ordinaria è di 85,24 euro tutto compreso, i posti letto sono 120 più 4 temporanei) – anticipa Riva –, abbiamo chiesto sacrifici a tutti per ripianare i debiti, anche agli ospiti, nell’interesse generale, a partire dai lavoratori: in questo modo tuteliamo l’occupazione. Ma vorrei che fosse chiaro che per noi le persone sono sempre al centro e vale sia per gli anziani che per i dipendenti". Nella foto i rappresentanti sindacali della Rsa.