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12 dic 2021

I 3/5 Marines la guerra la fanno per gioco

La squadra di softair di Varedo nata sei anni fa con una quindicina di iscritti si ispira al Battaglione in Afghanistan contro il terrorismo

alessandro crisafulli
Cronaca

  di Alessandro Crisafulli Giocano a fare la guerra. Riproducendola meglio possibile, nei minimi dettagli, con tutte le attrezzature più realistiche. Chiaramente senza farsi male. "E con gli obiettivi di divertirsi, creare spirito di squadra, tenersi in allenamento fisico e mentale, senza esagerazioni né esaltati", sottolinea Alessandro Balconi, ingegnere di 32 anni, presidente del gruppo 3/5 Marines di Varedo: una squadra di softair nata sei anni fa, che conta una quindicina di iscritti. Un ex carabiniere in congedo, un meccanico, un neolaureato, uomini e donne, più o meno giovani, provenienti dalla Brianza, ma anche da Varese, Como e Milano, accomunati da questa passione e dallo spirito di solidariet. "Due di noi lavorano sulle ambulanze e più di una volta abbiamo aiutato Varedo Soccorso, anche durante il lockdown, con delle iniziative e delle donazioni – spiega il presidente del Team –. Per noi è importante fare del bene, così come ogni anno facciamo un corso gratuito di primo soccorso per i soci". Durante le esercitazioni, gli scontri "amichevoli" e le competizioni, invece, non si guarda in faccia a nessuno, "cercando di vincere, ma sempre con rispetto degli avversari e onestà, senza i quali tutto decade", dice Balconi. "Ci ispiriamo al terzo Battaglione del quinto Reggimento dei Marines – dice il 32enne, che si è avvicinato al softair una decina di anni fa – e agli anni tra il 2010 e il 2011 quando erano impegnati in Afghanistan per la lotta al terrorismo". Ogni componente ha attrezzature che valgono quasi mille euro: mimetica, fucile, elmetto e quant’altro. "Siamo nell’era della tecnologia e le foto pubblicate sul web sono arrivate oltre Oceano – racconta il presidente – tramite i social ci hanno contattato alcuni Marines veri, all’inizio erano arrabbiati che ci vestivamo come loro, poi hanno capito lo spirito, e il rispetto che ci ...

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