Pendolari
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Monza, 29 novembre 2018 - Un incontro urgente con i vertici di Trenord e con la Regione per avere spiegazioni e risposte sui tagli dei treni e la riorganizzazione del servizio ferroviario decisa dall’azienda, che investirà linee già problematiche. Un faccia a faccia con Provincia e sindaci, perché queste decisioni non possono passare sulle teste delle amministrazioni locali senza prima averne discusso con loro. È quanto ufficialmente invocato, all’unanimità e ad alta voce, dai primi cittadini della Brianza, per i quali "il territorio brianzolo merita rispetto, risorse e servizi". La richiesta è scaturita dall’Assemblea dei sindaci che si è tenuta martedì sera in via Grigna. Il parlamentino che raccoglie i primi cittadini ha dato mandato al presidente della Provincia, Roberto Invernizzi, di contattare nuovamente Trenord per avere un confronto con l’amministratore delegato Marco Piuri, dopo che una precedente lettera dei giorni scorsi è rimasta senza risposta.

"L'assembea dei sindaci richiede nuovamente e con estrema urgenza un incontro con Trenord e Regione, perché non possiamo accettare che decisioni così importanti vengano prese senza un confronto con il territorio e con chi lo rappresenta - spiega Invernizzi -. I tagli e le razionalizzazioni che partiranno il prossimo 9 dicembre riguardano l’asse di collegamento est-ovest, che già presenta delle fragilità, e Trenord non può decidere di risolvere i suoi problemi riducendo le possibilità di spostamento dei nostri cittadini. Già in questi giorni vediamo gli effetti: molti pendolari, nell’incertezza di trovare un treno in stazione, decidono di prendere l’auto, aumentando il traffico già congestionato di strade come la Milano-Meda o la Valassina". I sindaci hanno anche deciso di coinvolgere nella loro protesta l’Unione delle Province lombarde e Anci Lombardia, "per dare un segnale che le istituzioni locali ci sono e devono essere presenti nei tavoli in cui si prendono decisioni che riguardano migliaia di cittadini". "Possiamo capire che Trenord abbia bisogno di tempo per risolvere problemi legati alla mancanza di personale e alla necessità di sostituire il materiale rotabile - sottolinea Invernizzi -, ma la sensazione è che ci troviamo davanti a una decisione che non ha il carattere dell’emergenza. In Brianza abbiamo già vissuto un’esperienza simile con i tagli imposti ai bus per mancanza di risorse, passando dai tagli alle corse meno frequentate fino a togliere intere linee. Questo territorio produce, merita rispetto, risorse e servizi. Non possiamo più accettare che si prendano decisioni altrove".

Tra i nodi più critici, accanto alla soppressione della Seregno-Carnate, che sarà completamente sostituita da un servizio di bus, e alla riduzione delle corse sulle linee S9 e S11, c’è per i sindaci la cancellazione delle fermate di Cesano Maderno-Groane e Ceriano Laghetto-Groane sulla S9, "oggetto negli anni passati di un progetto di riqualificazione anche per contenere il dilagante fenomeno dello spaccio". "Abbiamo lavorato - ricorda Invernizzi - proprio nell’Assemblea dei sindaci per portare avanti numerosi progetti di riqualificazione delle infrastrutture, puntando sul trasporto pubblico e sul collegamento con le stazioni ferroviarie per creare punti di interscambio per favorire gli spostamenti dalla Brianza verso Milano e Lecco. Entro fine dicembre sarà approvato il piano di bacino del trasporto pubblico locale: abbiamo bisogno di risposte certe, rischiamo davvero di isolare i nostri Comuni, vincolando i cittadini al solo uso dell’auto".

"In questa operazione si taglia la gamba per salvare il corpo", si legge in una nota dei Rappresentanti dei Viaggiatori ieri alla Conferenza Regionale del Trasporto Pubblico Locale sul quadrante territoriale nord (linee ferroviarie Seveso-Asso, Monza e Brianza, Como, Lecco, Sondrio): "La risposta è stata del tutto insoddisfacente ed abbiamo capito che di fatto non esiste un programma preciso. Si naviga a vista. La cura proposta non è equa rispetto agli obiettivi che si intende raggiungere - prosegue la nota -. Si può stimare, infatti, che, sommando al 7% delle soppressioni del Piano, lo “zoccolo duro” delle rimanenti soppressioni, la dura realtà è che Regione e Trenord stiano programmando scientemente la cancellazione di circa l’11% dei servizi feriali e di oltre 250 corse al giorno. Questo a fronte di soppressioni che, ad oggi, giornalmente sono pari a meno della metà di quella cifra".

A ciò va aggiunta l’impossibilità materiale che le corse sostituite con autobus abbiano dei tempi di percorrenza accettabili con ricadute sulla sicurezza dei viaggiatori, la conformità di percorsi, l’accessibilità delle fermate e l’informazione al pubblico. "Sottolineiamo anche il fatto che, se il contratto di servizio in essere con TPL per i bus fosse pienamente applicato, Trenord il prossimo anno andrebbe incontro ad un tracollo economico a causa delle penali e della diminuzione del corrispettivo, che, per una azienda qualunque, significherebbe il fallimento - concludono i tappresentanti dei pendolari -. Chiediamo che, in ogni caso, il probabile minore esborso di Regione vada devoluto innanzitutto a favore degli utenti più svantaggiati dal Piano di emergenza e, magari, anche per potenziare il sistema con interventi urgenti". I prossimi incontri prima di Natale e a fine gennaio per la verifica degli effetti del Piano.