Monza, 17 maggio 2018 - Tutto comincia un paio di anni fa, quando in commissariato a Monza si presentano un padre e una madre in lacrime. La loro “bambina”, una ragazzina di appena 15 anni, negli ultimi tempi è diventata strana. Gli occhi, il suo fisico, i suoi comportamenti lo raccontano in maniera inequivocabile. Temono che si droghi, anzi ormai ne sono certi: fuma eroina. Non riesce più a farne a meno. E a procurargliela è il suo fidanzatino del momento, un ragazzo più grande di lei ma comunque giovane, di 21 anni.

Le indagini del Nucleo investigativo del Commissariato di polizia di Monza partono proprio da qui e raccontano uno spaccato sociale inquietante. A Monza è tornata in grande stile l’eroina e una dose costa appena dieci euro. E viene venduta a ragazzini che sono poco più che bambini. Da fumare. Senza bisogno di iniettarsela. La tentazione è forte, specie appunto per i giovanissimi, come sanno bene gli spacciatori, gente più navigata arrivata dritta dritta dagli anni ‘80, anche nella terminologia che utilizzano per descrivere l’eroina: “caffè”, “storia”, “marrone”. Non per niente, gli investigatori hanno chiamato l’inchiesta “New Brown Sugar”. Nuovo spaccio, ma vecchi nomi, vecchie sostanze con diversi sistemi di consumo. Il giro è gestito da almeno tre spacciatori in piena attività nella zona della stazione. La polizia li ha appena arrestati. Arrivano da piccoli centri della Brianza e sono il fidanzatino della ragazzina, di ormai 23 anni, e i suoi fornitori, un tunisino di 46 e un italiano di 49. E ci sono altre due persone denunciate, hanno 34 e 27 anni, e vivono a Monza. Devono rispondere tutti di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, aggravata dalla minore età dei clienti.

E già, perché nel corso delle indagini i poliziotti, a furia di intercettazioni e appostamenti, hanno individuato almeno 24 clienti: per la stragrande maggioranza sono minorenni. Nelle abitazioni dei due indagati, sono stati trovati bilancini di precisione, materiale per il confezionamento, sostanze da taglio, una pistola scacciacani priva di tappino rosso. E soprattutto evidenti tracce di eroina. La vecchia, nuova droga per minorenni, venduta come e più di cocaina e cannabinoidi. Ma a prezzi molto più “invitanti”. I segnali del fenomeno si possono toccare con mano nei Sert e nei reparti psichiatrici per minori degli ospedali del territorio: dove parecchi degli ospiti sono ragazzini che hanno avuto a che fare almeno una volta con l’eroina, droga dagli effetti devastanti sui loro cervelli ancora in via di sviluppo. Non a caso i ricoveri di giovanissimi, un tempo pressoché inesistenti, si stanno intensificando.