Monza, 15 maggio 2018 - Una pizzeria in cui a servire ai tavoli come camerieri sono (saranno) ragazzi autistici. Una petizione per salvare dallo sfratto un imprenditore rovinato dallo Stato. E poi un alberello in India per combattere contro la desertificazione in una regione dimenticata da Dio, un sostegno ai malati di sclerosi multipla. E alto ancora, da chi cerca un lavoro a chi ha bisogno di un falegname o del denstista, da chi vuol lanciare il proprio ristorante a chi vuol far conoscere, al di là della mera pubblicità, il proprio negozio. Parola d’ordine, "aiutarsi... perché il bene porta sempre bene". Tutto questo accade su Facebook, dove il gruppo EasyMonza sta registrando numeri stupefacenti: 19.300 iscritti, 114mila fra post e reazioni in un mese, 15mila membri attivi. Una realtà del territorio ideata da due persone senza alcun interesse personale a parte, appunto, quello di "fare il bene".

Lei, Sonia Diligenti, 55 anni, è una parrucchiera ma di tutto parla sul gruppo Facebook tranne che del proprio lavoro, "non ho bisogno di pubblicità: faccio la parrucchiera da 40 anni, ho il negozio (Sonia Hair, via Cavallotti 136, ndr) da 27: volevo solo aiutare, in fondo anche l’altruismo è una forma di egoismo che ci gratifica". Vulcanica, solare, un concentrato di energia. Lui, Paolo Meregalli, 48 anni, ingegnere ed esperto di comunicazione, è più metodico ed è la “mente”. Conosciutisi su Facebook, ciascuno con la propria personalissima vita privata (famiglia, figli), hanno avuto l’idea di Easy Monza così, quasi per scherzo: in fondo sono nati il 1° aprile di tre anni fa. "E dire - scherza ancora Sonia - che all’inizio ero entrata in Facebook per controllare cosa combinava mio figlio... adesso ho scoperto l’enorme forza ed energia positiva che può scaturire da questo veicolo". Dalla pubblicità ("vado sempre a verificare di persona cosa viene proposto" assicura) fino alle campagne sociali. Ne sanno qualcosa a PizzAut: l’idea di Nino Acampora era quella di trovare un modo per far uscire dal guscio i ragazzi affetti da autismo, un laboratorio di inclusione sociale. Sonia Diligenti, molto sensibile al tema, l’ha subito sposata: "Un giorno un ragazzo con questo problema iniziò a urlare nel mio negozio, e io ho invitai subito le mie dipendenti a fare lo stesso: ne scaturì una “giostra” alla fine della quale eravamo riuscite a tagliargli i capelli!". E così per PizzAut hanno raccolto già oltre 5mila euro e hanno coinvolto il sindaco di Monza Dario Allevi, che si sta spendendo per trovare un locale in cui aprire la pizzeria dei sogni.

E Sergio Bramini? Per l’imprenditore fallito a cui il 18 maggio sarà tolta la casa EasyMonza ha raccolto in meno di un mese già 70mila firme. C’erano allo sloggio mancato dello scorso aprile, ci saranno il 18 maggio al nuovo sit-in di protesta. E la prossima campagna? "Abbiamo proposto al Comune di dare il Giovannino d’Oro allo storico giornalista Giancarlo Nava".