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Monza, scovato il deposito dei pusher della stazione

Quattro chili di hascisc in due appartamenti di via Bergamo: altri due in cella

di STEFANIA TOTARO
Ultimo aggiornamento il 7 settembre 2018 alle 07:12
Gli uomini del commissariato di Monza

Monza, 7 settembre 2018 - Altro duro colpo della polizia di Stato allo spaccio di droga alla stazione ferroviaria, con la scoperta dei depositi di stupefacenti in due appartamenti in via Bergamo. Dopo l’arresto di 2 marocchini la scorsa settimana, trovati in possesso di 2 chilogrammi di hascisc e 2000 euro in contanti, gli uomini del Commissariato di Monza hanno fatto scattare le manette ad altri 2 connazionali di 28 e 25 anni (quest’ultimo fratello di uno dei due già catturati e ancora detenuti in carcere) trovando in due appartamenti in via Bergamo 4 chilogrammi di hascisc, 40 grammi di cocaina, 5000 euro in contanti e una dozzina di telefoni cellulari.

Gli affitti degli appartamenti erano intestati a 2 donne marocchine di 34 e 31 anni, che sono state denunciate a piede libero per gli stessi reati in concorso. I poliziotti al comando del dirigente Angelo Re, che da tempo ormai presidiano la zona ‘calda’ della stazione ferroviaria di Monza invasa dagli extracomunitari spesso protagonisti di risse e degrado, ritengono di avere individuato un livello superiore rispetto allo spaccio di droga al dettaglio intorno via Arosio e piazza Castello. Il capillare controllo del territorio e la conoscenza dei soggetti dediti allo spaccio di stupefacenti nella zona ha permesso infatti di risalire all’abitazione degli arrestati, tutti clandestini. Quando gli agenti hanno fatto scattare il blitz e hanno proceduto alle perquisizioni, in un soppalco dove si giungeva attraverso una scala hanno scoperto i 4 chilogrammi di hascisc, sia già pronto in dosi, sia ancora confezionato in «panetti» e 40 grammi di cocaina in 16 dosi, oltre che in forma di un «sasso». Nella loro disponibilità anche la cifra in contanti di circa 5.000 euro, provento dell’attività illecita e la consueta dotazione di bilancino di precisione e i numerosi telefoni cellulari su cui sono in corso ulteriori verifiche ma, secondo gli inquirenti, probabilmente utilizzati per tenere i contatti dei clienti per lo spaccio. La presenza sui panetti di hascisc di una sorta di stemma, identico a quello trovato sui precedenti 2 chilogrammi sequestrati, ha portato i poliziotti a ritenere che i 4 marocchini arrestati facessero parte di una stessa banda. E anche il fatto che uno degli ultimi marocchini arrestati sia fratello di uno dei due connazionali già in manette avvalora questa tesi.

I primi due arresti erano stati eseguiti dagli agenti nei giardinetti pubblici di via Durini, lungo via Azzone Visconti, a metà tra la stazione ferroviaria di piazza Castello e la base operativa della banda in via Bergamo. In quel caso la droga era contenuta in una borsa trovata sotto una panchina. Al processo per direttissima al Tribunale di Monza (dove sono stati convalidati gli arresti e disposta la custodia in carcere in attesa del processo) i due imputati hanno negato che fosse di loro proprietà la borsa con la droga e che i 2000 euro che possedevano servivano per pagare un avvocato.

 

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