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8 apr 2022

Monza e Brianza, donne al lavoro: boom di incidenti

Più 29% di casi: preoccupazioni, stress e iperlavoro tra casa e ufficio le espongono a maggiori rischi

8 apr 2022
cristina bertolini
Cronaca
Nel 2020 sono diminuiti gli infortuni sul lavoro ma non per le donne: più 29% contro una media Lombarda del 26%
Nel 2020 sono diminuiti gli infortuni sul lavoro ma non per le donne
Nel 2020 sono diminuiti gli infortuni sul lavoro ma non per le donne: più 29% contro una media Lombarda del 26%
Nel 2020 sono diminuiti gli infortuni sul lavoro ma non per le donne

Monza, 9 aprile 2022 -  Preoccupazione , stress, iperlavoro multitasking fra ufficio e accudimento espongono le donne a maggior rischio di infortuni sul lavoro e sulla strada casa-lavoro. E così se durante la pandemia si registra un + 2% per l’occupazione femminile, aumentano anche gli infortuni.

Ne hanno parlato i fuzionari Inail, Provincia di Monza e Brinza e Afol ieri durante la giornata dedicata al lavoro femminile tra professioni, rischi e sterotipi. Marco Lamalfa , funzionario territoriale Inail di Monza e Brianza ha presentato il Dossier donne 2022, da cui emerge che in Provincia Mb, nel 2020 sono diminuiti gli infortuni sul lavoro in generale (3.780 totali), ma non per il genere femminile che registra un aumento del 29%, rispetto all’anno precedente, contro una media Lombarda del 26% (e un picco del 56% nella provincia di Sondrio). Facendo un confronto di medio periodo, tra il 2016 e il 2020 si vede che gli incidenti "in occasione di lavoro" (cioè durante lo svolgimento) per le donne passano da 2.187 a 3292 e in particolare, come fa notare il funzionario, solo tra il 2019 e il 2020 si passa da 2077 a 3.292, cioè il 58% in più. Sempre nei 4 anni, gli incidenti diminuiscono per gli uomini, passando ad 4.301 a 3.450 nel 2020; in particolare, si passa da 4.358 del 2019 a 3.450 del 2020. Il calo degli infortuni in itinere (andando al lavoro) nel 2020 (-42%) si spiega con i minori spostamenti. Un’analisi sul precedente periodo dal 2016-2020 evidenzia che il rischio strada incide molto più sulle donne (il 28% di media), maggiormente impegnate su più fronti, per la conciliazione casa/lavoro, che sugli uomini (con una media del 17%). I settori con maggiore incidentalità nel 2020 sono stati la sanità e assistenza sociale che schizza a un + 235%, passando da 282 incidenti nel 2019 a 946 nell’anno della pandemia, e il settore attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento che pur avendo valori assoluti ridotti (18 eventi nel 2019 e 80 nel 2020) riporta un aumento percentuale del 344%.

In un settore le vittime sono per il 77% donne e nell’altro per il 59%. In tutti gli altri settori si ha un calo dell’incidentalità. Nel 2020 si sono verificati 12 incidenti mortali sul lavoro (10 uomini e due donne). La fascia d’età più a rischio è quella tra i 50 e i 54 anni, con il 17% di incidenti, seguita dalla classe 45-49 anni (15%) e 55-59 anni (14,8%).

"Gli infortuni nella fascia 50-54 anni – rileva Moreno Cogliati, direttore Inail Mb – sono prevalentemente nel settore sanitario/assistenziale/domestico, rispetto al quale, oltre all’assicurazione generale per i collaboratori domenstici è prevista un’assicurazione obbligatoria, per coloro che si prendono cura dei componenti della famiglia, senza vincolo di subordinazione". Quanto alle malattie professionali, tra il 2016 e il 2020, il settore più a rischio è il manifatturiero, tipico della Brianza (26 casi nel 2016 e 15 nel 2020), seguito dal settore sanitario (19 nel 2016 e 8 nel 2020). Preoccupa i funzionari Inail il dato degli incidenti con settore non identificato (15 casi, tanti quanti la manifattura).

 

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