Coronavirus
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Monza -  La curva dei contagi cresce in maniera "più rapida e più ripida". Luca Cavalieri d’Oro, direttore del dipartimento di Epidemiologia dell’Ats Brianza, è abituato a far parlare i numeri. Poca filosofia ed estrema concretezza. Nelle ultime due settimane "abbiamo riscontrato una maggiore severità nella diffusione del virus". A fine gennaio "avevamo una media giornaliera calcolata sulla settimana di 100 nuovi positivi, a metà febbraio siamo saliti a 150 mentre adesso le cosiddette nuove positività in soggetti mai riconosciuti positivi sono 250", la ricostruzione dell’andamento dei cont agi. E "anche gli accessi al pronto soccorso e i ricoveri negli ospedali della Brianza stanno aumentando – aggiunge Cavalieri d’Oro – Nella settimana dal 16 al 23 febbraio ci sono stati segnalati 12 casi in più nella Asst Brianza e 21 nell’Asst di Monza".

Ieri pomeriggio il San Gerardo aveva 150 ricoverati Covid, di cui 18 in Terapia intensiva. Specchio della crescita dei contagi: il bollettino di ieri della Regione ha certificato 505 nuovi positivi in ventiquattro ore, quando il giorno precedente erano 356. Dati che rendono "evidentemente opportuno il rinforzo delle misure di sicurezza – la linea dell’epidemiologo – Del resto vediamo che sta rapidamente aumentando anche il numero dei Comuni dove l’incidenza cumulativa settimanale è alta".

Il problema è diffuso. La situazione è ad alto rischio ormai ovunque. Lo conferma anche l’indice di contagiosità Rt: "In Brianza siamo leggermente sopra l’1 da qualche giorno. Dato statisticamente non rilevante, ma continuiamo ad avere una situazione di non tranquillità. La permanenza a un Rt sopra l’1 non è un buon presagio". Non cresce velocemente, ma la nota preoccupante è che non accenna ad abbassarsi.

E oggi, dopo quasi quattro settimane di Lombardia in zona gialla, il direttore del dipartimento di Epidemiologia dell’Agenzia di tutela della salute non si stupisce più di tanto del quadro: la ripresa della maggior parte delle attività ha favorito la circolazione del virus tra chi si muove per lavoro e studio. E oggi il rischio è che la variante con la maggior contagiosità possa peggiorare la situazione. In Ats "siamo molto allarmati". Anche alla luce dell’abbassamento dell’età dei nuovi positivi: a gennaio l’età media era 48 anni, adesso si è abbassata a 46. Con il 25% dei contagiati che ha meno di 28 anni e un incremento dei nuovi casi più marcato nei giovani, soprattutto al di sotto dei 18 anni, quindi in età scolare. Allo stato attuale in Brianza sono 140 (di cui 25 nella sola città di Monza) le classi in quarantena, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Numeri che "non devono far abbassare la guardia – ribadisce Cavalieri d’Oro – Siamo alla terza ondata? Non so, ma al di là della questione semantica, anche se il rischio non è ancora conclamato, la seconda ondata di fatto non è mai finita e certamente adesso sta riprendendo forza".