Enrico Brambilla, segretario della Confartigianato
Enrico Brambilla, segretario della Confartigianato

Monza, 6 aprile 2020 -  In piena emergenza sanitaria i pagamenti saltano e tante ritenute bancarie vengono respinte.. Il che vuol dire soldi che non entrano nelle casse delle 22mila imprese artigiane di Monza e Brianza a fronte di servizi e beni già forniti ai clienti. Tradotto: un enorme problema di liquidità per attività già provate dal coronavirus. Uno stato di cose, come si può capire, molto pericoloso che ha costretto il Consiglio direttivo di Apa Confartigianato Milano-Monza e Brianza a rivolgersi al governo perché prenda provvedimenti "per non far saltare tutto il sistema produttivo" e per permettere "alle piccole imprese di rimanere in vita nonostante la ridotta, in molti casi nulla, attività".

Ma i destinatari della supplica sono anche gli imprenditori che rifiutano i pagamenti: "se, in molti casi, ciò è dovuto ad effettivi impedimenti, in molti altri si ha l’impressione che si affermi una tendenza a scaricare su altri i propri problemi, innescando un circolo vizioso di insolvenze che rischiano di paralizzare la nostra economia e stritolare soprattutto i soggetti più deboli". Da qui le due parole d’ordine: #io pago i fornitori, #imprese responsabili. "L’appello nasce dalle segnalazioni di molte nostre imprese che già nello scorso fine mese si sono viste respingere le loro ricevute bancarie dai clienti, spesso senza neppure preavviso", racconta Enrico Brambilla, segretario generale di Apa Milano e Monza e Brianza. "Il generico richiamo alla situazione di emergenza da coronavirus - aggiunge Brambilla - non è secondo noi sufficiente: in alcuni casi purtroppo questo rischia di essere un pretesto che va a colpire soprattutto dli anelli deboli della catena del valore". In conclusione: "Ci auguriamo che l’attesa iniezione di nuova liquidità prevista col prossimo decreto sia accompagnata da comportamenti responsabili da parte di tutti, per evitare danni ancora maggiori".

Due i destinatari del messaggio: "Al governo chiediamo in primo luogo di mettere rapidamente a disposizione nuova liquidità con garanzie statali e quindi erogabile al di là del normale merito creditizio, per poter ripartire". L’altro interlocutore è il mondo produttivo: "è importante però che all’impegno a cui chiamiamo il governo si affianchino comportamenti responsabili da parte di tutte le imprese, in particolare da quelle più strutturate". Rischia di venire a meno la fiducia: "ingrediente indispensabile per pensare ad una rapida ripresa, ci appelliamo quindi al senso di responsabilità di tutti, a partire dai membri della nostra comunità di piccoli imprenditori, fino a tutti gli altri attori dell’economia milanese e brianzola".

Sono giornate molto difficili anche per gli artigiani: "stretti tra le angosce personali per la salute dei nostri cari e per il futuro del nostro lavoro e delle nostre imprese". I dipendenti di Confartigianato sono rimasti al lavoro, gli uffici sempre aperti "per non far mancare informazioni puntuali e servizi utili". Ma ora "è il momento di non tirarsi indietro, di far ciascuno la propria parte".