L’autodromo è al lavoro per riprendere l’attività sportiva
L’autodromo è al lavoro per riprendere l’attività sportiva

Monza, 20 maggio 2020 - L’autodromo riparte col freno a mano tirato. Perché non c’è fretta. Perché "non dobbiamo rischiare di mettere a rischio delle vite umane per colpa della fretta e della leggerezza". Pietro Benvenuti, direttore del Monza Eni Circuit, ribadisce la linea della prudenza. È questa la traiettoria che vuole seguire per il futuro dell’autodromo. Gli allenamenti in pista possono riprendere, Misano ha già fatto un test con le moto, anche se "con le due ruote è più semplice muoversi e organizzare una sessione - spiega Benvenuti -. A Monza, invece, avremmo soltanto le auto, ed è molto più complesso perché occorre spostarsi con un camion, serve la presenza di 3-4 meccanici. Le presenze aumentano e quindi l’organizzazione è più articolata".

E anche se è già possibile girare in pista con piloti di rilevanza nazionale e internazionale, per il momento "ci prendiamo altro tempo. I protocolli sono fatti, le procedure di Aci e Aci Sport sono pronte, abbiamo predisposto una nuova cartellonistica per i visitatori-spettatori e anche per i dipendenti - spiega il direttore -, ma prima di aprire vogliamo effettuare delle prove per verificare che le cose scritte sulla carta vadano bene anche nella pratica". Simulazioni a porte chiuse, ed "è ragionevole pensare che saremo operativi tra la fine del mese e l’inizio di maggio". Quando, salvo contrordini, sarà anche possibile spostarsi da una regione all’altra e oltre i confini dell’Europa. E poi, "vedremo come evolve la situazione, anche dei calendari dei vari campionati". Tutto ruota attorno alla Formula Uno.

Al momento c’è una bozza di calendario che vede il Mondiale partire il 5 luglio dall’Austria per arrivare il 6 settembre a Monza. A porte chiuse. Per ora gli eventi che non sono stati cancellati sono stati spostati dopo settembre. Incrociando le dita. Perché quello che succederà in Italia in autunno non è detto che sia lo stesso in un altro Stato, e la mobilità di un campionato e dei team che lo popolano è legata a doppio filo alle disposizioni sanitarie di ogni governo. Una cosa, però, è certa. Al di là del prioritario aspetto sanitario, occorre pensare anche all’economia, ai fornitori, agli stipendi dei dipendenti: "Un autodromo fermo è un pesante danno, perché i costi fissi continuano a esserci". E quindi "dobbiamo ricominciare a produrre e a fatturare".

Tutti gli ambienti sono stati sanificati e, anche se a ranghi ridotti, le imprese che avevano avviato i cantieri all’interno del circuito (la realizzazione della nuova direzione gara, lo spostamento di un cancello per migliorare la viabilità nella zona delle vecchie rimesse) hanno ripreso a lavorare. Ancora ferma, invece, l’attività ciclistica in pista. E sarà così "fino ai primi di giugno - chiarisce Benvenuti -. Dovremo prevedere degli accessi limitati e stiamo pensando alla collaborazione con una associazione di ciclisti per organizzare e gestire al meglio, in tutta sicurezza, anche quella attività".
Un punto interrogativo anche sulle visite guidate con l’Infopoint: "A chiunque entra in autodromo dobbiamo comunque prendere la temperatura e dobbi amo anche capire come pianificare una visita evitando assembramenti. Ipotizzo che si potrà fare, ma soltanto nelle zone all’aperto". Non a caso va in questa direzione il progetto, portato avanti con il Comune, di allestire un drive-in per l’estate nell’area del paddock: "Un esempio di come l’autodromo possa e debba diventare un impianto polivalente".