Romana insieme al marito Alfredo: entrambi hanno avuto il Covid
Romana insieme al marito Alfredo: entrambi hanno avuto il Covid

Seregno (Monza e Brianza), 28 ottobre 2020 - Di Covid si guarisce, ma in alcuni casi il percorso per uscire dalla malattia è molto lungo e doloroso. Ne sa qualcosa un sessantanovenne di Seregno che ancora oggi, a distanza di oltre otto mesi, è costretto a convivere con gli strascichi che il virus ha lasciato nel suo corpo. Una vera e propria odissea quella vissuta da Alfredo Meloni, che agli inizi di marzo cominciò ad accusare i primi sintomi della malattia assieme alla moglie, che fortunatamente contrasse il virus in modo blando. «Il 18 marzo - ricorda con grande lucidità la consorte Romana Forigo, conosciuta e apprezzata docente alla scuola Don Milani - mio marito fu ricoverato all’ospedale di Desio e subito trasferito al San Gerardo di Monza. Da allora non l’ho più rivisto sino al 24 luglio, quando è tornato a casa dopo avere trascorso un altro mese in una struttura per la riabilitazione".

"Potevo parlare con lui soltanto attraverso le videochiamate - aggiunge Romana Forigo -. La eccessiva e reiterata ossigenazione aveva causato gravissimi danni al suo apparato digerente. Sono stati necessari diversi interventi chirurgici che hanno ulteriormente debilitato il suo fisico. Avendo perso oltre 27 chili, era veramente in condizioni disperate". Mesi terribili per Romana Forigo, costretta anche lei ad auto isolarsi rimanendo aggrappata a quel filo di speranza che non l’ha mai abbandonata.

"Fortunatamente ho conosciuto persone meravigliose che mi hanno sempre aiutato - racconta -. Medici, infermieri, personale ausiliario che mi sono sempre stati vicino. Dal medico di base Romina Balbo, all’anestesista Roberto Colombo e al dottor Ludovico Lanfranchi del San Gerardo, sino ai volontari di Seregno Soccorso. Persone speciali e positive che meriterebbero riconoscimenti altrettanto speciali!". Alfredo Meloni sta lentamente riprendendo la propria autonomia grazie ad una paziente riabilitazione.

"È costretto ancora a ricorrere all’ossigeno durante la notte e a muoversi con il deambulatore. Ma è vivo e di questo devo ancora una volta ringraziare chi l’ha seguito e curato con grande professionalità". Una storia a lieto fine ma che deve essere di monito a tutti: "Con questo virus non si scherza. Bisogna stare molto accorti e seguire scrupolosamente le regole. Ancora oggi non sappiamo come siamo stati contagiati e questo deve fare riflettere tutti. Soprattutto i giovani che con i loro comportamenti spesso al di sopra delle regole possono trasmettere il virus a parenti, amici e conoscenti".